Quella sua maglietta fina made in China
L'oblò della lavatrice, gira che ti rigira, arrotola quello che pensi mentre lo guardi e poi centrifuga certi ragionamenti che fanno acqua da tutte le parti. Le magliette 98% algodón 2% elastan le lavi millemila volte e restano più o meno della stessa forma. Il colore sbiadisce un po' ma è normale. Le persone invece se le strapazzi si slisano e va a finire che te le metti per stare in casa e ci dormi dentro finché un bel giorno le strappi e ci fai stracci. La mia preferita è quella di Italia 90. L'ho pescata nel fustino del Bio Presto e le ha viste tutte. Ogni tanto la uso per pulire i vetri poi la lavo e me la metto di nuovo. Una volta è finita in lavatrice con due calzette rosse e ne è uscita rosa. Ma che disperazione nasce da una distrazione niente paura basta rilavarla a freddo col bicarbonato e il limone vedrai che torna bianca come non lo è stata mai impataccata com'è di fango benzina sugo peli di cane e gatto. Ho anche un'altra maglietta più recente luminosa e più fragrante ideale per starsene in giro scalzi a parlar di vecchie streghe nelle chiare sere d'estate se non fosse per quella maledetta etichetta che becca e rovina tutto. Ho provato a tagliarla ma punge lo stesso. Fottiti maglietta nuova, rivoglio quella vecchia. Il mio cervello funziona così, purtroppo.
