WalterlooCopiascolla, 2008 152 Kb, 507x599 px, 72 dpi Tecnica mista: profezia su pixel [In quest'opera l'autore sapeva come va a finire. Anche perché, probabilmente, bonaparte dell'elettorato non andrà a votare. Notare l'occhio spaventato del cavallo.]
spremuto da copiascolla, 00:38 | link | commenti (3) quadretti
Per un punto Kopiaskolla perse la cappaCopiascolla, 2008 72 Kb, 500x304 px, 72 dpi Tecnica mista: roulette russa su pixel [In quest'opera l'autore si punta una pistola alla tempia mentre corregge le bozze dell'Enciclopedia Universale in cirillico. Va beh, era un catalogo di 13 quartini in italiano, ma ci ho messo 6 ore lo stesso. Se Kafka faceva il copywriter, voglio vedere dove lo trovava il tempo di scrivere le Metamorfosi in ufficio.]
spremuto da copiascolla, 16:57 | link | commenti (3) quadretti
L'Apostrofo L’apostrofo è un imenottero tipografico. Ha una capocchia pronunciata e un piccolo pungiglione posteriore. Benché non sia affatto un segno d’interpunzione, l’apostrofo frequenta le vette dell’interlinea, difatti sta in apice. Mentre la virgola striscia a pedice, poverina. Questo prodigioso virgoliforme svolazza qua e là nel testo, s’attacca in coda alle parole o in capo ai lemmi e ne sugge via una sillaba. Poiché si stanca parecchio di quel suo gran daffare, sovente si rannicchia a guisa di punto e riposa alla fine d’una frase. Quando due apostrofi s’incontrano, amoreggiano all’istante. Nella fase di corteggiamento, denominata “Aperte le virgoletteâ€, l’apostrofo maschio si avvicina all’apostrofo femmina e le dichiara i suoi sentimenti. Nella fase di accoppiamento, denominata “Chiuse le virgoletteâ€, l’esemplare femmina porge le terga all’apostrofo maschio, il quale ne approfitta di brutto. Nei momenti di solitudine, l’apostrofo si riproduce per partenogenesi. In virtù della sua forma spermatozoide, infatti, l’apostrofo riesce ad autofecondarsi, non si sa esattamente come. Fatto sta che dopo qualche paragrafo, toh, ecco i puntini di sospensione… Sono uova di apostrofo, deposte nel numero di tre alla volta. L’apostrofo abbandona i puntini non appena si schiudono e se ne va per gli affari suoi. È compito delle parentesi prendersi cura dei piccoli allo stato larvale – per inciso, voilà una barzelletta: Un piccolo apostrofo chiede a una parentesi: “Sei tu la mia mamma?†E lei risponde: “No, sono una tua lontana parentesi. Ah ahhahahah! - e badare che non facciano casino nel senso della frase. In questo periodo i giovani apostrofi non hanno ancora messo le ali, perciò strisciano come virgole e compromettono lo scorrimento della circonlocuzione verbale. Capita sovente che qualche vetusto puntoevirgola venga travolto e rimpiazzato da questi teppistelli; le parentesi cercano di arginare gli slanci degli apostrofi, apostrofandoli spesso con le loro convessitudini. Non appena il cucciolo di apostrofo comincia a bozzolare, le parentesi si squadrano da capo a piedi […] e lo proteggono mentre impara a volare. Dopodiché le parentesi s’aprono e ogni apostrofo se ne va dove gli pare e piace. [In occasione del suo secondo bloggheanno, l'amico Filippo Ricca aka Rododentro pubblica un best-of-finora. Millemila di queste vignette! L'Apostrofo è anche su Nonciclopedia.]
spremuto da copiascolla, 10:11 | link | commenti (5) ricorrenze, amicìcci
Contiene piccole verità Copiascolla, 2008 116 Kb, 355x500 px, 72 dpi Tecnica mista: mattoncini su pixel [In quest'opera l'autore si gioca il posto per un apostrofo fuori posto.]
spremuto da copiascolla, 16:30 | link | commenti (1) quadretti
La rava e la fava (Lipocoso di lettera saltata in pentola)
Oggi la benzina è rincarata. E' rincarata pure l'insalata. Per questo a pranzo non esco più e porto la schiscetta da casa. Oggi avevo l'arrosto con la polenta, grazie nonna. Ci volevano due tre verze strofinate per contorno, dio che buone. Le verze alla brondona, invece, cioè bollite, non sanno di niente. E neanche le catalogne, bleah. Ti ricordi quando ero piccola quanto odiavo il cavolfiore. Adesso invece lo adoro, guarda un po'. E anche le radici bianche e le foglie di broccolo, la rucoletta che butta un fiore giallo e diventa soffione, quanti ricordi. E' il tarassaco, se non sbaglio. Oppure il radicchietto secco, erbaccia dura da cruda però basta scottarla appena e si arrende subito. Le coste pallide cioè lessate al vapore, da uno a dieci fanno schifo undici. Invece che buone saltate in padella e lasciate due giorni in frigo, poi basta scaldarle in un pentolino con uno spicchio d'aglio e una noce di burro. E il lattughino tenero che cresce in fondo all'orto vicino alla salvia? Una delizia da leccarsi i baffi. Le piantine di carciofi sono diventate grandi, le hai piantate sull'alzare vicino ai giaggioli del capostorno, quelli viola e olezzevoli oltre ogni logica. Bisogna sbucciarne la radice per castigo e lasciarla seccare al sole, poi si può andare a giocare previa tirata di collo a un pollo e ficcatolo in fondo al pozzo nell'acqua fredda così si frolla.
[Oggi è saltato via un tasto dalla tastiera dell'ibook che uso in ufficio, perciò non posso più scrivere nessuna parola che contenga quella certa consonante. Rileggi il post e indovina quale.]
spremuto da copiascolla, 14:40 | link | commenti (4) astrusitÃ
Un modo costoso di giocare alle biglie  [Non è vero che la pallina finirà più lontana se tirata nella direzione sbagliata. Finirà lontana uguale, però dalla parte sbagliata. Dopo questa, clicca senza indugio su ciascun rettangolo e fruisci appieno delle due réclame. Il titolo è di G.K. Chesterton.]
spremuto da copiascolla, 17:51 | link | commenti
Vuol dire sfiduciaCopiascolla, 2008 88 Kb, 350x368 px, 72 dpi Tecnica mista: formaggio su pixel [In quest'opera l'autore preferisce il Formaggino Mio alla terra di nessuno. Ci aveva provato anche Cattelan.]
spremuto da copiascolla, 16:35 | link | commenti (3) quadretti
La terminologia pubblicitaria pullula di parole inglesi. Parole semplici dalla pronuncia semplice che il Topo, pur non sapendo l'inglese, ha sempre pronunciato correttamente. Da quando è stato Miami per uno shooting, ha preso a pronunciarle in maniera strana. Avvertenze: questo post fa ridere esclusivamente gli addetti ai lavori. Per una maggiore comprensione, ecco la solita legenda: Cs = Copiascolla, CdCs = Capo di Copiascolla aka Topo
Scena unica. Il Topo irrompe nell'ufficio di Copiascolla urlando come un pazzo.
CdCs - Mi si è sminchiato il pesciòt! Cs - Cosa? CdCs - Il pesciòt! Si è tutto sminchiato. Cs - In che senso sminchiato? CdCs - E' tutto sgranato. Cs - Sgranato? CdCs - Sì, sgranato. Tipo pixelato. Cs - Pixelato? CdCs - Esatto. E anche la fustella è segata. Cs - Segata? CdCs - Sì, completamente segata in pieno! Cs - E ti fa molto male? CdCs - Beh, no, non direi. Ma che domanda è, scusa? Cs - Devo saperlo per fare l'anamnesi. CdCs - MA QUALE AMNESIA DI STO CA°#@§&/%!!! Cs - Occhei Topo, non agitarti. Sono sicura che non è niente di grave. Ormai siamo in confidenza, ci conosciamo da anni e non ti devi vergognare. Calati i pantaloni e fammi dare un'occhiata. CdCs - ??? Cs - Non è mica il primo che vedo, sai? CdCs - Il primo che vedi cosa? Cs - Il primo... pesciòt come l'hai chiamato tu. CdCs - Cosa hai capito? Intendevo il peee-sciòtt! Cs - Va beh, chiamalo come vuoi, sempre del bigolo si tratta. No? CdCs - Ma quale bigolo? Sto parlando del peeeee-sssssciòtttt! Cs - ?!? CdCs - Il pesciòtt della scatola! Cs - Ah! Il pack shot! CdCs - E io cosa ho detto: il pesciòt!
spremuto da copiascolla, 12:22 | link | commenti (5) dialoghi, scrivania
 Due anni fa sono stata a cena con Umberto Eco e il mondo deve saperlo. Quella sera l'editor della Bompiani, seduto alla mia sinistra, non ha capito che stavo con l'uomo seduto alla mia destra e ci ha provato con me tutta la sera. Questo episodio dimostra che le migliori occasioni si verificano simultaneamente. E che perfino un editor della Bompiani può risultare un perfetto idiota al cospetto dei due cervelli più grossi del pianeta e di una ragazzina di 24 anni e mezzo. Quest'anno chi entra nella Cerchia dei Bastioni milanesi senza Ecopass, ha 24 ore di tempo per saldare il proprio debito con il Comune di Milano e scongiurare una sanzione amministrativa compresa tra 70 e 275 euro. Come faccio a saperlo? Infatti non lo so. Non con assoluta certezza. Per colmare le lacune della mia ignoranza, ho fatto un paio di telefonate e una piccola inchiesta. Se vi interessa, è su 02blog.
spremuto da copiascolla, 16:31 | link | commenti (5) 02blog
Copiascolla e l'Essere Umano di Riferimento guardano in diretta su Sky Tg24 il discorso di Casini tenutosi a Mestre sabato pomeriggio. Per una maggiore comprensione di questo post, ecco la solita legenda: Cs = Copiascolla, E = Essere Umano di Riferimento aka Ectoplasma, PFC = Pier Ferdinando Casini
Settimo episodio dal titolo: Addavenì buffone
Cs - Che figo che è Casini, me lo farei proprio. E - ...
PFC - È ora di un'Italia più sicura
Cs - Hai un fascino brizzolato alla Richard Gere E - ...
PFC - È ora di aiutare le famiglie
Cs - Che sguardo intenso, buca il video E - ...
PFC - È ora di premiare chi merita
Cs - Vogliamo parlare della cravatta? E - ...
PFC - E ora, una proposta shock.
Cs - ... E - Shhht, sta per farci una proposta sciocca
PFC - Mi candido alla presidenza del Consiglio
Cs - ... E - Metti su Fox che iniziano i Simpson
spremuto da copiascolla, 12:57 | link | commenti (2) ectoplasmi
Come hai detto che ti chiami
Se c'è una cosa che mi fa incazzare, è quando mi chiamano con un altro nome. Cosa ci vuole a ricordarsi come mi chiamo? E' un nome facile, corto, memorabile. Invece c'è sempre qualche pirla che mi chiama Giada, Daria e una volta addirittura Dalia. Tutti nomi dignitosi, io però mi chiamo Gaia. Anche i diminutivi li odio a morte. Diminuire un bel nome equivale a storpiarlo, tranne in un paio di casi che invece aggiungono un nonsoché. Gajarda, per esempio, mi piace tanto. L'ha coniato un amico metà inglese e metà romano: come lo pronuncia lui è tutto un programma. Se qualcun altro si azzardasse a chiamarmi così, però, gli spaccherei la faccia. Un vecchio amico mi chiamava Sgaiattola. Anche questo mi piace, ha qualcosa di scoiattoloso e di sgattaiolante. Gaiuzza invece mi fa cagare, idem dicasi di Gaietta o Gaiuccia. Viceversa, ricondurre un altro nome al mio è pratica buona e giusta: una coppia di miei amici ha adottato una bimba ucraina di nome Galina: per risparmiarle un'infanzia traumatica, l'hanno subito ribattezzata Gaia.
Se c'è una cosa che mi fa incazzare, è che qualcuno non mi avverta subito quando sbaglio il suo nome. Perché poi va a finire che per un anno intero prendo a chiamarlo Renato, Rolando e Orlando quando invece si chiama Franco.
spremuto da copiascolla, 12:21 | link | commenti (7)
Anvedi Avedon Un cammello in ginocchio da lei, era bella però si chiamava Dovima. Gran nome da diva indovina, indossa Dior da sera di giorno, questa Moira degli elefanti, due dietro e lei davanti col braccio disteso all'insù. Cantami o musa, divina, Marilyn dagli occhi tristi che moristi. Warhol senza testa, camicia aperta e crocicchi di cicatrici. I favolosi John senza occhiali, Paul senza peli, Ringo occhi grandi. E poi Stravinskji. La frazione di un attimo l'uno dall'altro scatto e dall'altro ancora e da me che li guardo. Quello di destra ha gli occhi aperti. Quello al centro mi guarda dentro. Quello a sinistra si è perso. [A vantaggio dei poveri d'immaginazione, qui ci sono le figure: 1 | 2 | 3 | 4. Stravinskji in tre scatti consecutivi è uno spettacolo straniante, tre sguardi diversi installati sulla stessa faccia per una frazione di secondo e di palpebra. Andatevelo a contemplare.]
spremuto da copiascolla, 01:41 | link | commenti (2) segnaletica
Abuso d'ufficioCopiascolla, 2008 92 Kb, 328x500 px, 72 dpi Tecnica mista: colla su pixel [In quest'opera l'autore sopravvive a una stupefacente mole di lavoro in ufficio, sniffando tutto ciò che gli capita a tiro. Avvertenze: le esalazioni del Pentel Pen Permanent Maker favoriscono l'ultimo respiro.]
spremuto da copiascolla, 13:16 | link | commenti (9) quadretti
Aut min ric
Devo scrivere due righe di meccanica per un concorso a premi. Il regolamento tergiversa per una cartella e mezza, menandosela con le liberatorie e controliberatorie, ma nessuno ha richiesto l'autorizzazione ministeriale. Per non finire tutti quanti in galera, mi suggeriscono di non usare le parole concorso, estrazione, premio, regalo, vinci.
Ho dovuto ripiegare sulla solita cara vecchia fantastica sorpresa per te.
spremuto da copiascolla, 10:03 | link | commenti (2) scrivania
D-ashO mangi la polvere o Mangiapolvere Bacco tabacco e Venere mangiano il posacenere Swiffer catturapolvere raggiunge gli angeli più reconditi Another one bites the stardust Polvere sei e cenere ritornerai Dio lava più bianco Senza macchia toglie la macchia Dai la c'era togli la cera Dixan Cenere Attiva in polvere per il bucato a mano Rispolvera le vecchie abitudini Ammazza la vecchia col flirt Mettiti lo spolverino che fa freschino Chiedimi se sono Fenice oppureDash lava come l'Ava [Poesiola infusami per intercessione divina in questo Mercoledì delle Ceneri e ispirata alla televendita del Go Duster che fanno su All Music tutte le mattine. Il programma che guardo più spesso è il 3 per i colorati dall'oblò della lavatrice.]
spremuto da copiascolla, 18:58 | link | commenti (7)
Please, hold on
Mi hanno staccato il telefono di casa. Forse perché finora non ho pagato neanche una bolletta. Stamattina chiamo il servizio clienti per risolvere la questione in modo amichevole e chiedere la domiciliazione bancaria.
Faccio l'155, parte la musichetta.
Tarararà -tarararà -rà , tarararà -tarararà -rà ... Tarà -rà -rà -rà -rà ... Tarararà -tarararà -rà ! Benvenuti nel servizio clienti Wind Infostrada. Se la sua chiamata riguarda il numero dal quale sta chiamando, digiti 1. Altrimenti resti in attesa.
Sto chiamando dall'ufficio, resto in attesa.
Tarararà -tarararà -rà , tarararà -tarararà -rà ... Componga il numero di telefono di rete fissa per il quale desidera qualcosa.
Compongo il numero di casa mia. Riparte la musichetta. La voce dice altre cose. Digito 1, poi 3, poi 5, poi 4, poi di nuovo 3, poi 0, poi 2, poi ancora 3, poi 4, poi 2, poi 5, poi 2, poi 1. Finalmente la voce mi chiede se voglio parlare con un operatore. Sì, passami l'operatore, brutta troia! Digito 1.
Un operatore le risponderà appena possibile. Tarà -rà -rà -rà -rà ... Tarararà -tarararà -rà ! Tarararà -tarararà -rà , tarararà -tarararà -rà ... Tarà -rà -rà -rà -rà ... Tarararà -tarararà -rà ! Tarararà -tarararà -rà , tarararà -tarararà -rà ... Tarà -rà -rà -rà -rà ... Tarararà -tarararà -rà !
Entra Gaetano della fotolito con un impianto da mandare in stampa. Lo correggo tutto 3 volte sillabandolo al contrario. Passano 5 minuti.
Tarà -rà -rà -rà -rà ... Tarararà -tarararà -rà ! Nel frattempo la informiamo che può attivare la promozione Zero Salaminchia, per telefonare a sua nonna tutte le volte che vuole anche nel cuore della notte. Tarà -rà -rà -rà -rà ... Tarararà -tarararà -rà ! Tarararà -tarararà -rà , tarararà -tarararà -rà ...
Arriva un trillo da Skype, è il Topo che chiama da Miami. E' andato a scattare un catalogo e non riesce a prendere sonno per via del fuso orario. Parliamo del più e del meno, passano altri 10 minuti.
Tarà -rà -rà -rà -rà ... Tarararà -tarararà -rà ! Inoltre con la tariffa Tutto Inculo, può chiamare tutti i numeri fissi da qui a Timbuctù a soli cinque centesimi di euro al secondo, senza scatto alla risposta. Tarararà -tarararà -rà , tarararà -tarararà -rà ... Tarà -rà -rà -rà -rà ... Tarararà -tarararà -rà !
Rispondo a un paio di mail, mando qualche sms, leggo tutto il Corriere di carta 2 volte, sibilo alla segretaria di farmi un caffè e incasso un fattelo te. Passano altri 45 minuti buoni.
Buongiorno sono Giulia, in cosa posso aiutarla?
Cade la linea.
spremuto da copiascolla, 13:25 | link | commenti (2)
Oblivion (dimenticanze) Ho sognato che ero a Ciudad de la Iglesia de Nuestra Señora de Los Angeles sobra la Porziuncola de Asìs, per gli amici L.A. Nel sogno mi avevano dato una carta verde e io venivo a vivere lì per sempre. Già dal finestrino dell'aereo vedevo il tuo SUV parcheggiato sotto la scritta LAX e tu mi facevi ciao ciao con una mano come con l'altra mandavi un sms a mia mamma per dirle che ero arrivata. Ti eri fatta le unghie turchesi da quelle sciùre cinesi di fianco a Nick's. La carta verde me la sono sognata proprio verde, era come la carta fedeltà dell'Esselunga però senza la fragola. Sopra c'era scritto Fidaty e più sotto, in piccolo, In God we Trust. Il sogno era molto realistico. Scendevo dal Jumbo Dumbo e mi infilavo in quel tubo che sembra una proboscide e ti porta dritto nella pancia del Tom Bradley. Ero in coda con i cinquecento coreani della volta scorsa e c'erano anche quei due, lui e lei, tutti e due di Cologna Veneta, esattamente come quando io stavo col mio vicino di casa perché i confini della mia esistenza avevano un raggio di 8 chilometri e tanto valeva mettersi col primo che capita. Che mi ero detta guarda un po' se devo fare mezzo giro del mondo per mettermi in coda con due di Cologna Veneta. E insomma fischiettavo quella canzoncina della piuma di Dumbo, quella che fa ne ho viste tante da raccontar, giammai gli elefanti volar e intanto mi si avvicina un latinos in divisa da domatore, vestito proprio come se fossimo al circo invece che alla dogana e mi chiede patente e libretto. Io gli dico che il libretto è nel portaoggetti della Fiesta di mia mamma e la patente l'ho data a mio fratello perché andasse a ritirarmi il Motorola al centro assistenza in via Imbriani 26, oppure Imbonati 62. Devo avere una leggera dislessia, perché tendo a invertire le cause con le conseguenze. Allora il latinos mi mette le manette di pelo rosa e mi infila nella macchina bianca e nera dello sheriffo. Mi tiene una mano sulla testa e mi spinge dentro, dice occhio alla testa. Dentro è come tutto molto liquido, quasi amniotico, sembra un utero. Siamo io e un tizio che sulle prime mi sembra Andy Garcia, invece dev'essere mio padre perché improvvisamente ha i baffi a scopettone, la pipa in bocca e mi chiede la tabellina del nove. Allora io comincio nove per uno nove, nove per due diciotto, nove per tre ventisette per non deluderlo. Mi guarda con gli occhi di chi vuole sapere in tutto questo tempo dove sei stata cosa hai fatto mai. Poi il panorama è cambiato improvvisamente. Ero di nuovo sull'aereo che stavo tornando a casa. Mi giravano parecchio perché la hostess della Lufthansa mi aveva rovesciato addosso il succo d'arancia e io urlavo datemi un Tavor perché mi era venuto un attacco d'ansia. Tu eri seduto al mio fianco e mi sgridavi perché faccio sempre questo stupido giochino di parole tra là e L.A. Io allora ti dicevo che tra noi era finita per sempre e per farti incazzare facevo finta di mandare i sms a quell'altro, invece scrivevo a mia mamma di farmi il brodo di pollo che stavo tornando. [Lassù, Los Angeles agli occhi di David Meisel che non c'entra niente con Steven. Fa parte della raccolta Oblivion. I miei personali smarrimenti non hanno nulla a che vedere col groviglio esistenziale evocato dalla foto in alto, bensì col fatto che non riesco a trovare le vie nelle carte geografiche e appena le riconosco tendo a dimenticarmene.]
spremuto da copiascolla, 16:47 | link | commenti (5) sbudellamenti, californication
La meno peggio gioventù
Sabato sera mia sorella ha fatto una festa di compleanno in maschera. Io e la mia amica Daniela ci siamo trovate all'ultimo senza un travestimento perciò abbiamo ripiegato sui suoi camici da dentista. Entriamo nel pub sul far delle undici, il locale è stipato di nanerottoli alticci. Si alza un coro di "Ehi amore, visitami" e "Aiuto, mi sento male". E' il fascino della divisa.
Quando è lunedì e piove, l'anima ha bisogno di un raggio di sole. Dietro casa mia c'è una viuzza con un palazzo in ristrutturazione perenne: basta passarci sotto senza neanche sculettare troppo e dai ponteggi arriva sempre un "Bella figa!" a riscaldarti il cuore. Oggi è arrivato un "Ehi, signora, spostati!". Spostati a chi, giovinastro arrogantello di diciassette anni e mezzo!
spremuto da copiascolla, 10:06 | link | commenti (7) sbudellamenti
 Secondo la geometria euclidea, la distanza minore tra due punti è una linea retta. Per andare da A a B - laddove A è la fermata Romolo sulla linea Verde e B la fermata Pasteur sulla Rossa – questo Euclide vuole farci prendere la metropolitana. Ma a quanto pare prendete tutti la circonvallazione: chi in macchina, chi in scooter, chi rischia in bici, chi come me prende la 90. Continua qui.
spremuto da copiascolla, 14:56 | link | commenti (2) gaia giordani, 02blog
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