Copiascolla,
     spremuta di parole a caso


 

Ciabatte per gli ospiti

muro

Il primo botòn accende la luce del vialetto.
Il secondo botòn serve per introdurci la spina di uno stranfièro elettrificato qualunque.
Il terzo botòn è per finta.
Il quarto botòn accende la luce del poggiùolo.

Il quinto botòn procura, nell'ordine: soprassalto di mia nonna al piano di sopra, movimenti inconsulti del cadavere del cane 6 feet under il maràsco in fondo all'orto, sconquasso psicoemotivo di mia madre che in quel momento sarà al collegio docenti a 12 km di distanza o dal suo Minitony a 98 km da lì, contorcimento di budella della sottoscritta ubicata solitamente 175 km più a ovest pur desiderando fortissimamente di trovarsi invece 12.000 km altrove, lieve sussulto di mia sorella situata 23 km a ovest e 120 metri più in su, totale indifferenza del padre biologico a qualunque sollecitazione elettrica.

Quantunque in casa non ci sia nessuno, l'ospite desiderato ricorda perfettamente in quale delle 27 aiuole del pratìno ho sepolto le chiavi e può andare a riflettere in santa pace sotto una delle numerose piante da frutto annesse alla dimora in questione.

spremuto da copiascolla, 15:44 | link | commenti (7)
domestichezza



Kottbullar™scatole

E' tutta colpa del Salone del Mobile se in questi giorni l'ultima cosa che desidero acquistare - tuttavia l'unica che mi posso permettere e dovrò pur decidermi, visto che dopo 4 mesi dal trasloco vivo ancora tra gli scatoloni - è un armadio dell'Ikea.

Ormai rassegnata al guardaroba Aneboda da 69,00 euro - struttura in truciolato e ante in plasticaccia - scovo un futuristico e slanciatissimo modello tubolare avanti mille anni, come direbbe mia sorella, a soli 12,95 euro con struttura in metallo e ante a scomparsa.

spremuto da copiascolla, 12:59 | link | commenti (10)



simmenthal

L’inquinamento mediatico ci seppellirà, rendiamocene conto.
Finiremo schiacciati sotto la balla di fieno sintentico di una fattoria artificiale e i palinsesti televisivi faranno precipitare la realtà nella parodia di se stessa. Oppure dovremmo imparare a distinguere ciò che è da ciò che appare, considerando le sostanziali differenze tra il reality e la realtà.

Il reality è un evento surreale ambientato in un luogo verosimile. Rappresenta una realtà approssimata e bidimensionale, realistica o palesemente finta. In parole povere: la realtà è reale, il reality no. Perciò smettiamola di abbeverarci al tubo catodico e vediamo cosa ci riserva, oggi, il mondo reale.

Siamo, come sempre, a Milano: il solito traffico, il solito Duomo, passa un tram, questo è un semaforo e laggù c’è una mucca. Una mucca, esatto. Rossa a pois blu, giuro. E laggiù eccone un’altra, camuffata da Uomo Ragno. Non c’è niente di strano. Se per rendere credibile una stalla finta serve qualche mucca vera, viceversa per spettacolarizzare una città vera servono le mucche finte.

Da qualche giorno Milano ospita cento opere d’arte a forma di vacca. Una mandria di bovini in vetroresina restituisce dignità artistica a un contesto urbano sfregiato qua e là dal degrado. Questa Cowparade, come si chiama, resterà in città solo qualche mese, dopodiché transumerà altrove.

Il 25 giugno, infatti, ogni capo di bestiame sarĂ  messo all'asta da Sotheby's in Triennale. Il ricavato servirĂ  per costruire scuole e ospedali veri, per bambini che ne hanno veramente bisogno.

[Anche su E Polis Milano di venerdì 20 aprile, a pagina 6. Da questa settimana la rubrica Milanesitudine esce un venerdì sì e uno no, poiché la redazione ha deciso di alternare "gli articoli di una psicotica con quelli di una psicologa", testuali parole.]

spremuto da copiascolla, 10:23 | link | commenti (5)
milanesitudine, gaia giordani, e polis milano



Requiem for Columbine

elephant

Questa è la metafora dell'elefante nella stanza secondo Banksy.
Clicca sulla foto per vedere il video di Outside, tratto dalla colonna sonora del film Elephant di Gus Van Sant, ispirato al massacro della Columbine High School nel quale furono uccise 13 persone. Stavolta, invece, 32.

spremuto da copiascolla, 10:04 | link | commenti
ricorrenze, sbudellamenti



Macchiato fresco

La scrittura collettiva come genere ermafrodita plurale.
Del perché qui sì e lì no. E viceversa.

spremuto da copiascolla, 12:52 | link | commenti (1)
polemiche, segnaletica, macchianera



Tutto è collegato/2

boomshine

[Dopo il grande successo planetario di Zoomquilt, volilĂ  Boomshine: un altro giochino in Flash adatto per sgarbugliarsi i neuroni. Clicca sull'immagine per iniziare a giocare. Le persone provviste di un terzo occhio devono tenerlo chiuso altrimenti non vale.]

spremuto da copiascolla, 12:52 | link | commenti (4)



Penultima scrofa

Siam tre piccoli
porcellìn
siamo tre
maialìn
mai nessun
cidividerĂ 
tralla lĂ lla lĂ 

Ultima scrofa

spremuto da copiascolla, 11:57 | link | commenti
canzoncine, astrusitĂ 



pao

Visto che tra due giorni è Pasqua, vi parlerò del panettone.

Il tipico panettone milanese è il panettone della sosta: un emisfero in cemento, alto mezzo metro, di colore bianco oppure giallo, collocato in prossimità delle aree di sosta.

L’etimologia del termine “panettone della sosta” risale a tempi antichissimi in cui si usava dare nomi senza significato a oggetti inutili. I panettoni della sosta, infatti, hanno una funzione puramente decorativa e non regolamentano affatto la sosta. Infatti basta spingere con forza un panettone per toglierlo d’intralcio e parcheggiare la propria vettura in un’area non propriamente adibita alla sosta: davanti a un portone, subito dietro una curva, in bilico sul marciapiede.

I panettoni della sosta esistono da tempo immemore. Tuttavia, nessuno sa con certezza a cosa servano, né da dove vengano. Secondo una leggenda metropolitana, si tratterebbe di uova. Grosse uova di cemento deposte dal pinguino della sosta.

I ben informati sostengono che questo prodogioso volatile fuoriesca dall’asfalto a notte fonda e deponga qua e là le sue uova mentre tutti dormono. Qualche nottambulo dice di averlo visto covare, acquattato in un vicolo. Altri credono che i pinguini di cemento non esistano, tantomeno le uova e neanche a Pasqua.

Increduli! Guardatevi attorno: Milano pullula di panettoni col becco, le ali e tutto il resto. Sono i cuccioli del pinguino della sosta. I panettoni bianchi e quelli gialli, invece, sono uova. Perché si schiudano, bisogna che il pinguino torni a covarle.
Oppure provate a sedervici sopra.

[Anche su E Polis Milano di venerdì 6 aprile, a pagina 6.
Cliccando sul panettoncino lìssopra si va al blog di Pao.]

spremuto da copiascolla, 11:24 | link | commenti (2)
milanesitudine, gaia giordani, e polis milano



Tre gesti d'amore che si possono raccontare a cena

1. Il mio primo fidanzato si è fidanzato con un mio ex-fidanzato.

2. Il mio ultimo fidanzato ha crocifisso il cervello a una che sembra me.

3. Il fidanzato di mia mamma si è travestito da mucca per spaventarla.

spremuto da copiascolla, 12:07 | link | commenti (3)
pubblicitĂ , sbudellamenti, sorelleditalia



Talvolta ciò che appare non è
e ciò che è, è meglio che non appaia.
E adesso, scodinzola!

jesus2

[Per una migliore comprensione di questo post, allontanare il muso dal computer e apprezzare l'immagine da circa 1 metro di distanza. La preghiera soprastante contiene un versetto astruso. Indovina quale.]

spremuto da copiascolla, 18:07 | link | commenti (3)







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