Copiascolla,
     spremuta di parole a caso


 

Copiascolla sogna la quarta dimensione e si desta di soprassalto.
L'Essere Umano di Riferimento si materializza crocifisso sulla parete di fronte al letto a soppalco nel quale Copiascolla giace. Ecco la solita legenda: Cs = Copiascolla, E = Essere Umano di Riferimento aka Ectoplasma

Primo episodio dal titolo: "Mai più peperoni verdi fritti per cena"

Scena unica.

E - ...
Cs - Ho fatto un incubo.
E - Era un n-cubo.

spremuto da copiascolla, 12:35 | link | commenti (5)
dialoghi, ectoplasmi



Copiascolla in preda a un incubo invoca l'apparizione dell'Essere Umano di Riferimento, un ibrido ectoplasmico dalle sembianze variabili. Questo dialogo è il primo di una nuova serie a base di personaggi inventati. La saga della Mancuspia è sepolta da qualche parte negli uffici di Magnolia. Per una maggiore comprensione di questo post, ecco una legenda: Cs = Copiascolla, E = Essere Umano di Riferimento aka Ectoplasma.

Episodio Pilota dal titolo: "Amore e morte con moto a luogo"

Scena 1 - Copiascolla invoca l'ectoplasma e l'ectoplasma appare in soggiorno.

Cs - Muoio.
E - Vengo.

Scena 2 - L'ectoplasma si solidifica e consola Copiascolla.

Cs - Vengo.
E - Muoio.


Fine della puntata. Se vi piace ne penso un'altra.

spremuto da copiascolla, 12:51 | link | commenti (8)
dialoghi, ectoplasmi



Il Manifesto del Partito Preso

Uno spettro s’aggira per le passerelle milanesi. È lo spauracchio* dell’anoressia.

In segno di scongiuro, la settimana della moda si è aperta con una sfilata di taglie forti. Una provocazione forse, sicuramente un contraltare al canone estetico ufficiale. Tutto fuorché una novità. Queste taglie infatti sfilano già da quattro stagioni in sordina, nelle retroguardie di Milano Moda Donna.

Queste taglie, generalmente esiliate dalle passerelle, trovano oggi la loro ribalta nel manifesto di autoregolamentazione siglato dalla Camera della Moda. È il crepuscolo di un ideale utopico, è l’alba di un modello più realistico incarnato dalle avanguardiste di una taglia democratica.

È la rivoluzione: la 38 batte la ritirata, la 40 marca visita; la 46 e la 48 cercano di sovvertire i canoni tradizionalmente imposti dalla moda, dentro e fuori dalle passerelle. Gli stilisti si impegnano a proporre stereotipi più plausibili, i ministri ne riformano i parametri basandosi su criteri etici, psichiatrici, anagrafici.

Si prendono provvedimenti, si sparano giudizi, si stabiliscono nuove equazioni. Se prima magro era bello, adesso magro diventa sbagliato. L’eccessiva magrezza esprime un modello negativo perché emula i sintomi di gravissime patologie legate ai disordini alimentari. Perciò, d’ora in poi, vade retro magre!

La moda esorcizzerà i suoi demoni e decapiterà i canoni che la tiranneggiano. Manderà al patibolo sia il modello malato, sia le modelle sane. Restaurerà il suo impero attorno a nuovi imperativi etici ed estetici.

Ce la farà? Vedremo. La sua capitale, comunque vada, resterà Milano.

[* s. m. Cosa che induca altrui falso timore.
Anche su E Polis Milano di venerdì 23 febbraio, a pagina 6.]

spremuto da copiascolla, 10:55 | link | commenti (1)
moda, milanesitudine, gaia giordani, e polis milano



Gesso

Calma piatta
Copiascolla, 2006.
328 Kb, 500x375 px, 72 dpi.
Tecnica mista, gesso su pixel.

In quest'opera l'autore rappresenta l'egemonia degli Stati Uniti d'America sul globo terracqueo.

spremuto da copiascolla, 10:17 | link | commenti (6)
quadretti



Il quarantotto della 44?

Ieri pomeriggio verso le 19 ho incontrato per caso da Zara la modella di cui ho parlato qui. Sfila per Elena Mirò e porta la 46. L'ho incrociata in camerino, mi ha raccontato un po' di fatti suoi e poi ci siamo salutate. Non le ho chiesto se ha trovato qualcosa della sua taglia, dovrò indagare.

Ieri sera verso le 22 all’Arco della Pace, durante una manifestazione per celebrare il manifesto anti-anoressia proposto dalla Melandri e siglato dalla Camera Nazionale della Moda, hanno sfilato le taglie 40 e 42. Il Corriere di oggi dedica all’evento epocale una striminzita mezza pagina dell’inserto su Milano. Repubblica non ne parla. Secondo i ben informati, il Ministro Melandri non c’era. La mia amica modella, nemmeno.

Domani mattina alle 10,30 si apre la settimana della moda con la sfilata di Elena Mirò. Ci sarà la modella che ho incontrato da Zara e ci sarà anche il Ministro Melandri. Se qualcuno di voi passa di lì, dopo la sfilata ci prendiamo un caffè insieme e vi racconto.

spremuto da copiascolla, 14:54 | link | commenti (8)
polemiche, moda, grazia



Bevi che ti passa

Milano, anni Venti.
Nasce il rito dell’aperitivo. L’élite meneghina si dà appuntamento in Galleria Vittorio Emanuele e sulla Terrazza Martini per conversare davanti a un Camparino.

Milano, anni Settanta.
Contro il logorio della vita postmoderna, la piccola borghesia milanese si incontra prima di cena per stimolare l’appetito con un leggero alcolico e qualche salatino.

Milano, martedì scorso.
Verso le sette di sera, cani e porci si riversano stanchi e affamati nel locale trendy che ha appena aperto sotto il mio ufficio. Sono tutti pazzi per l’happy hour, il raptus collettivo che da circa un decennio è sinonimo di milanesità.

L’happy hour è una variante sul classico aperitivo, escogitata dai gestori dei locali milanesi sul modello americano. Letteralmente significa “ora felice†e nella sua formula originale ha permesso di rimpolpare la clientela dei bar in un orario di scarsa affluenza, tra 18 alle 21, offrendo due consumazioni al prezzo di una. La versione meneghina, invece, ha il preciso intento di adescare frotte di impiegati con una pseudo-cena al prezzo di un cocktail.

Perciò adeguiamoci ai dettami della Milano da Bere e tracanniamo senza indugio qualche improbabile beverone, guarnito con un trionfo di frutta esotica e un grazioso ombrellino. Sprofondiamo tra i cuscini di un’ottomana, immergiamoci dentro scenografie etniche e lasciamoci rapire da soavi melodie a tutto volume. Infine, approfittiamo di un ricco buffet che probabilmente sarà lì da giorni. Dimentichiamoci per un attimo di tutte le nostre preoccupazioni. Alla gastrite ci penseremo domani.


[E Polis Milano di venerdì 16 febbraio, a pagina 6.
Come dite? E Polis, sì. La free-press, esatto. Quella che ricicla i titoli.
Non ho parole.]

spremuto da copiascolla, 09:28 | link | commenti (4)
milanesitudine, gaia giordani, e polis milano



Era sua nonna.

Una storia di coincidenze, voti e telefilm che riconcilia con la vita e con l'amore. Il post su Borat che c'era qui lo riposto un'altra volta. Tanto alle presidenziali manca ancora un anno e questa storia voleva stare vicino all'angelo che c'è lì sotto. Questo invece è mio nonno.

spremuto da copiascolla, 17:04 | link | commenti (1)
sbudellamenti, amicìcci



Stupìdo

stupìdo

spremuto da copiascolla, 10:59 | link | commenti (3)
ricorrenze, sbudellamenti



Bastonate

Scopri quale di queste tre affermazioni è vera e vinci un sabato pomeriggio in compagnia di un intellettuale classista di sinistra*:

A. Il Kendo si pratica con un bastone

B. Matteo Bordone di sabato pomeriggio fa la lavatrice

C. Bordone significa bastone



[* cit. Alba Parietti, cfr. Le Invasioni Barbariche di venerdì 9 febbraio, La7.]

spremuto da copiascolla, 18:00 | link | commenti (2)
polemiche, gentaglia, amicìcci



Cicca cicca

C’è modo e modo di spegnere una sigaretta. A Milano ce ne sono due.

Modo numero uno: spegnere il mozzicone nell’apposito posacenere di cui sono dotati quei cestini grigi, grossi e cilindrici che si trovano pressoché ovunque nel raggio di cinquanta metri.
Modo numero due: lasciar cadere distrattamente la sigaretta per terra e tirare dritto per la propria strada.

Basta guardarsi intorno per capire quale dei due modi abbia scelto la maggior parte dei fumatori milanesi. Ci sono mozziconi ovunque: incastrati nel pavé, spiaccicati sull’asfalto, in bilico sulle grate della metropolitana, infilzati nel terriccio dei vasi di fiori, assiepati alle fermate del tram. Ci sono filtri che galleggiano nelle pozzanghere e brillano in fondo ai tombini.

Non pretendo che smettiamo tutti di fumare, ci mancherebbe altro. Ognuno si uccide come vuole. Tra l’altro, dubito che il fumo pregiudichi sensibilmente il nostro stato di salute, già compromesso da veleni altrettanto nocivi presenti nell’aria di Milano, in quantità di gran lunga superiore a quelli contenuti nelle sigarette.

Soltanto, piantiamola di seminare in giro per la città i residui del nostro viziaccio: ogni giorno le cicche di sigaretta lasciate per strada sono centinaia di migliaia e non sempre i furgoncini del lavaggio strade riescono ad acchiapparle con le loro spazzole.

Chissenefrega, direte, tanto il filtro è biodegradabile. Sì, ma per disintegrarsi completamente ci mette circa un anno. Le gomme da masticare, invece, ce ne mettono cinque e nel frattempo tendono ad attaccarsi sotto le scarpe. Tenetene conto, nel caso smettiate di fumare.

[Anche su E Polis Milano di venerdì 9 febbraio, a pagina 6.]

spremuto da copiascolla, 09:48 | link | commenti (4)
milanesitudine, gaia giordani, e polis milano



Il giorno della Mancuspia

Copiascolla e il suo capo (aka Topo) soffrono parecchio il freddo e non vedono l'ora che finisca l'inverno. Per questo, ogni 2 febbraio, raggiungono di soppiatto la cesta della mancuspia, situata sotto la scrivania del Topo e svegliano di soprassalto la bestiola dal suo letargo*.

A questo punto possono verificarsi tre fatalità:

1. La mancuspia si scaraventa giù dalla cesta con un sobbalzo e azzanna il primo stinco che le viene a tiro, solitamente quello del Topo.
2. La mancuspia ne molla una delle sue.
3. La mancuspia recita a memoria The Beast in the Jungle di Henry James saltellando su una zampa sola.

Nel primo caso, l'inverno finirà presto. Diciamo entro marzo.
Nel secondo caso, lasciar riaddormentare la mancuspia e ripetere l'operazione.
Il terzo caso non si è mai verificato finora.

Poiché il 2 febbraio di quest'anno era sabato venerdì e né il Topo né Copiascolla si sono recati in ufficio, ricordati di resuscitare la mancuspia dormiente, l'esperimento è rimandato a oggi pomeriggio. Per il responso stay tuned.


[*Wikiscolla: Il letargo è un comportamento caratteristico di alcuni mammiferi che durante la stagione fredda riducono le proprie funzioni vitali e rimangono in stato di quiescenza.
Fra gli animali che vanno in letargo ricordiamo l'orso, il procione, la mancuspia, lo scoiattolo e altre bestiole pelose. Soprattutto la mancuspia quiesce al punto che pare morta.
Durante la fase letargica questi animali si nutrono di riserve di grasso immagazzinate durante i mesi autunnali, tranne la mancuspia la quale brucia le riserve di dentifricio, alimento del quale va esclusivamente ghiotta in quanto non mangia nient'altro che quello.
Il ricovero degli animali che vanno in letargo si chiama generalmente tana, tranne quello della mancuspia, che si chiama cesta. Vedi anche la voce vimini.]

spremuto da copiascolla, 13:48 | link | commenti (7)
bestiario, mancuspia, astrusità



Trova i refusi

Milanesitudine_14

[Il correttore di bozze della redazione di E Polis si diverte a seminare refusi nella mia rubrica. In questo articolo ce ne sono 3. Chi li trova, vince un quaccheccosa.
Qui più in grande. Anche su E Polis Milano di venerdì 2 febbraio eccetera eccetera come sempre. Lo so, devo cambiare la foto. Piantatela.]

spremuto da copiascolla, 11:18 | link | commenti (12)
polemiche, milanesitudine, gaia giordani, e polis milano



Buona la prima

Stanotte ho dormito in hotel. Più precisamente, nella suite di una star di Hollywood. Per tutelare la sua privacy, posso dire solo che si tratta di un negro alto due metri con gli addominali scolpiti a tartaruga. Ha fatto per anni l'Otello a teatro e il suo ultimo film si trova anche da Blockbuster.

Quando ieri sera verso le sette ho bussato alla porta della sua stanza d'albergo, mi ha aperto una splendida californiana bionda. Poiché la star di Hollywood in questione si trovava ancora a Londra per un provino con un regista giapponese, io e la sua fidanzata abbiamo approfittato del lettone.

Oppure:

Stanotte ho dormito in un hotel di Milano con la mia amica di Los Angeles perché il suo fidanzato è rimasto a Londra.

spremuto da copiascolla, 18:11 | link | commenti (11)







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