Copiascolla,
     spremuta di parole a caso


 

Il giorno del giudizio

oyashirazu

La parola giapponese Oya Shirazu indica i denti del giudizio.
Oya significa genitori, Shirazu vuole dire non sapere.
Quando spuntano i denti del giudizio, di solito i figli abitano per conto proprio, perciò i genitori non sanno che i denti del giudizio crescono.

Ieri mi sono addormentata sulla poltrona del dentista.
Aspettavo che il dottore venisse a visitarmi, quando il ronzio del trapano nell'altra stanza mi ha conciliato il sonno. Appena ho aperto gli occhi un tizio con una mascherina davanti alla faccia mi ha messo le mani in bocca.

Sognare di perdere i denti rappresenta la caduta dei denti da latte.
Questo sogno ha una duplice interpretazione: il desiderio di maturità oppure,
al contrario, il desiderio inconscio di regredire all'infanzia per evitare le responsabilità dell'età adulta.

spremuto da copiascolla, 13:10 | link | commenti (6)



Asimmetrie

sensotemposisma

Il mio doppio chirale è un rovesciato capovolto specchiato inverso.
Le interazioni deboli delle nostre particelle elementari ci tengono in equilibrio
instabile. Soffro di una forte cronoalterazione.

Mi chiami alle tre del mattino per dirmi che non è possibile
conoscere simultaneamente posizione e quantità di moto
di un dato oggetto con precisione arbitraria.
Sappiamo esattamente dove andremo a finire.
Non importa come.

Heisemberg, quindi, non aveva capito una fava.
Paradossalmente, nemmeno mio padre.

spremuto da copiascolla, 11:23 | link | commenti (5)



Si saldi chi può

In questo periodo Milano è affetta da una patologia molto contagiosa, recidivante e cronica. È la Sindrome da Saldi Invernali: un flagello per le tredicesime scampate allo scialaquìo natalizio, uno sfacelo per interi stipendi destinati alla dilapidazione in generi di dubbia necessità.

Secondo gli esperti di marketing, questa Sindrome colpisce specialmente i consumisti e ha un’incubazione silente di circa quattro mesi. Da settembre a gennaio, la Sindrome da Saldi Invernali è asintomatica: i consumisti godono di ottima salute mentale e robusta forza di volontà davanti alle vetrine, grazie al deterrente del prezzo pieno.

Le prime avvisaglie si manifestano sotto forma di Crisi d’Astinenza da Saldi. Nei soggetti meno avvezzi al regime di austerity, la prolungata astensione dallo shopping potrebbe scatenare un Raptus di Consumismo Compulsivo. Per scongiurare questa eventualità, è consigliabile tenere gli impazienti al riparo da promozioni farlocche, sconti improbabili, strategiche liquidazioni. In attesa dei saldi veri e propri, somministrare ai consumisti cronici alcune offerte speciali a piccole dosi.

La fase acuta della sindrome si scatena in tutta la sua virulenza a partire dal 7 gennaio e si prolunga fino al 7 marzo, con episodi recidivanti soprattutto durante i fine settimana. In questi tre mesi, i consumisti possono finalmente prendere d’assalto i negozi, convinti che gli esercenti abbiano scelto di ritoccare onestamente i prezzi anziché gettare l’amo dei finti ribassi sperando che qualcuno abbocchi.

[Anche su E Polis Milano di venerdì 26 gennaio, a pagina 6.]

spremuto da copiascolla, 13:51 | link | commenti
editoria, milanesitudine, e polis milano



Istruzioni per gli USA

Accidenti a me. Tempo fa ho cliccato su un banner che mi prometteva la cittadinanza americana istantanea. Da quel maledetto giorno, il direttore del Customer Satisfaction della Usafis mi manda una mail alla settimana per complimentarsi con me: ce l'ho fatta, dice. Ho la possibilità di compilare l'application per la Lotteria American Green Card e usufruire delle continue opportunità che aspettano solo me. Solo me, capito? Devo solo pagare qualcosa come 50 dollari, per partecipare all'estrazione di 50.000 fantastiche Green Card che mi permetteranno di vivere e lavorare negli Stati Uniti.

La mia amica Emma vive e lavora negli Stati Uniti da circa una decina d'anni e non ha ancora ricevuto la Carta Verde che le spetterebbe di diritto. Ogni volta che le scade il permesso di soggiorno, è costretta rimpatriare. In questo istante sta implorando il Consolato Americano di rilasciarle l'ennesimo Visto. Il suo fidanzato, un attore britannico molto famoso in UK e pressoché sconosciuto negli USA, ha ricevuto la Carta Verde al merito non appena ha messo piede a Hollywood. If you work hard and you play by the rules and you strive for greatness, you can be just like him.

spremuto da copiascolla, 10:49 | link | commenti (5)
polemiche, grazia



Tre storie di vita e di morte, dallo stesso balcone e senza virgole

Sono sul balcone della sala riunioni che fumo la seconda sigaretta della giornata quando mi cade l'occhio sull'anziano signore che sta attraversando la strada. Indossa un loden verde cupo e tiene al guinzaglio un bassotto a pelo ruspio. Mi gira la testa per lo sconforto e immagino almeno una badante ucraina che lo aspetti a casa.

Sono sul balcone della sala riunioni che fumo la quinta sigaretta della giornata quando mi sporgo dal parapetto urlando gatto. Il gatto mi scruta immobile da sotto il taxi dove si è appena infilato. Il taxi è fermo. Il gatto scompare dietro una ruota. Un signore entra nel taxi. Gli urlo di scacciare il gatto da sotto il taxi. Il signore si piega e sbircia sotto il taxi. Si volta verso di me e mi dice che sotto il taxi non c'è alcun gatto. Il taxi parte e non rimane alcun gatto.

Sono sul balcone della sala riunioni che fumo la prima sigaretta della giornata quando faccio caso a un piccione appollaiato su un filo elettrico. Mi viene in mente la canzone degli elefanti sul filo di ragnatela e rifletto sulla possibilità che i pali della luce abbiano un'anima sia sulla rappresentazione figurata della parola morte sotto forma di teschio.

[Fa un pari con queste altre tre storie di vita e di morte, successe per davvero e quando.]

spremuto da copiascolla, 15:51 | link | commenti (6)
racconti, bestiario, sbudellamenti



Sono una donna tutta d'Ampezzo

Da piccola sciavo benissimo. A sette anni venivo giù a scodinzolo dal Plan de Corones e oggi non mi ricordo nemmeno come si fa lo spazzaneve. Tuttavia, un collega del cugino della mia amica di Los Angeles, è il figlio del presidente della Coppa del Mondo di Sci.
Nonostante ciò, anche quest'anno non ho vinto la gara di Slalom Gigante Femminile. Accidenti.


[Ammetto di non saper distinguere la Combinata Nordica dalla Discesa Libera, però riesco a trovare almeno 5 differenze tra uno sci da carving e Nonna Papera. Per questo ho finto di essere una famosa giornalista sportiva svedese in incognito e mi sono intrufolata nella Press Room della manifestazione.
Ho sottratto con l'inganno un Pass del Golden Club di Cortina a un collega austriaco e ho usufruito dell'accesso illimitato un gabbiotto riscaldato e attrezzato con tutti i generi di conforto: maestri di sci, televisori in collegamento con l'esterno via satellite, Gazzette dello Sport seminate ovunque, strudel a volontà.

In questi due giorni ho scoperto di essere perfettamente in grado di chiedere informazioni in tedesco, benché le uniche tre parole alemanne che conosco siano Krapfen, Porsche e Wurstel. E ho sgraffignato dal bagno della stanza d'albergo un set bagnoschiuma-shampoo-cuffietta-cottonfioc firmato Etro.
Infine, ecco l'ordine d'arrivo: 1. Karen Putzer (Ita) 2'46"93; 2. Mancuso (Usa) a 0"41; 3. Karbon (Ita) 0"68; 4. Simard (Can) 1"20; 5. Poutiainen (Fin) 1"37; 6. Ottosson (Sve) 1"49; 7. Maze (Slo) 1"93; 8. Hoelzl (Aut) 2"09; 9. Gius (Ita) 2"49; 10. Moelgg (Ita) 2"51; 19. Longhini (Ita) 4"14. ]

spremuto da copiascolla, 11:41 | link | commenti (2)



Milanesitudine12

[Anche su E Polis Milano di venerdì 20 gennaio 2007, a pagina 6.]

spremuto da copiascolla, 09:57 | link | commenti (5)
milanesitudine, gaia giordani, e polis milano



Senza filo

rilletti

E' tua figlia. Ha i tuoi occhi di ghiaccio, questa seienne sui pattini. Striscio all'indietro e le dico vieni avanti. Lei mi scivola incontro. Traballa e la acchiappo. Ride. Prendimi, dice. Tienimi. Ride. Cade. Piange a secco. Ripartiamo.

Un nanerottolo alto un metro ci schizza accanto. E' tuo figlio. Riesce a calcolare il coefficiente di attrito delle lame sul ghiaccio ma non è in grado di allacciarsi i pattini. Mi spinge per farmi cadere e fila via come un treno.

E quello lì steso a pelle d'orso in mezzo alla pista, sei tu. Tu che non importa quante volte cadrai. Maledette lame senza filo dei pattini a noleggio la domenica pomeriggio. Guardate, bambini, quello lì che si rialza è vostro padre.

spremuto da copiascolla, 09:34 | link | commenti (8)



pallottole

Nel caso la Terza Guerra Mondiale scoppiasse in orario d'ufficio, io e il Topo abbiamo attrezzato l'archivio dei layout con alcune provviste di prima necessità: chips di mais al gusto di pizza, gusci di taco, caramelle gommose a forma di orsetto per lui e caramelle mou per me, tarallucci al rosmarino, bustine di ketchup, palline di formaggio soffiato, biscotti di avena tempestati di sesamo, cereali ricoperti di cioccolato al peperoncino, burro di arachidi, semi di girasole tostati, leccalecca alla cocacola. Per i beveraggi ci siamo orientati sul latte a lunga conservazione addizionato col nesquick e svariate lattine di un intruglio energetico a base di creatina.

Per prepararci all'eventualità, in questo istante stiamo facendo una merenda di addestramento a base di cioccolatini al cocco ripieni di rum, vedi foto. Spalanchiamo a turno la bocca e cerchiamo di fare centro nelle rispettive fauci con le formidabili pallottole. Domani, invece, faremo colazione con i Porn Flakes.

spremuto da copiascolla, 18:32 | link | commenti (8)



Cave Cancer

Immaginate di essere alti un soldo di cacio e di avere il naso a trenta centimetri dal suolo, proprio all'altezza dei terminali delle marmitte di migliaia di auto. Immaginate di andarvene in giro al guinzaglio, con il vostro bravo collare e la medaglietta. E di respirare una quantità di polveri sottili, tale da procurarvi una bronchite asmatica cronica.

Immaginate che nel vostro organismo di cane si sviluppi un brutto male. Immaginate che questo brutto male vi si intrufoli nelle ossa e il veterinario vi amputi l'arto posteriore destro. Immaginate di andarvene a spasso nel parco, zoppicando al trotto forzato.

Immaginate di abbeverarvi in una pozzanghera, nella quale i metalli pesanti avranno avuto modo di sedimentare. Immaginate che questi metalli si aggrappino alle vostre papille di cane e scendano lungo il vostro esofago di cane e si depositino in fondo alle vostre reni di cane.

Immaginate di individuare un tronco d'albero o il cerchione di un'auto. Immaginate di voler marcare il territorio e di non riuscirci a causa della zampa in meno. Immaginate di non poter fare la vostra spruzzatina di pipì come si conviene a un cane maschio, bensì di dovervi protendere in avanti, spostando il peso sulle zampe anteriori. E mentre la fate, immaginate che vi faccia male, a causa del piombo nelle reni.

Ora basta immaginare, guardate piuttosto come incespica quel bassotto a due ruote. Com'è buffo: ha un carrello al posto delle zampe dietro. Non c'è niente da ridere. Il nostro naso viaggia un metro e mezzo più in alto del suo, soltanto.


[Anche su E Polis Milano di venerdì 12 gennaio 2007, a pagina 6.]

spremuto da copiascolla, 09:36 | link | commenti (11)
milanesitudine, gaia giordani, e polis milano



Destinazioni / Una riga di testo a testa

Una righa corta mi è uscita de un pensamiento no muy sabio,

però è lieve e scivola via, tannica ma sincera.

Il prezzo della benzina azzurro e alto che pare di smalto

smalto peloso e irsuto giallo arancio volpe.

Etrhewejahfccdq,wkrwiughejrqwk,dmwcfn.


[Disclaimer: Capita di incontrarsi, dividersi e ritrovarsi davanti a bicchieri vuoti e sguardi pieni di cose nuove. Apriamo le nostre valigie di parole altrove, giornali che svolazzano e messicani che s'incazzano. Viviamo a latitudini e longitudini differenti. L'andirivieni intermittente ci riavvolge su ciò che pensavamo saremmo dovuti essere. O diventare. In vino veritas, comunque, prima di tornarsene ognuno alla deriva del proprio filo. Rosso per Bibo, Fratello, me, Quellochevuoi, Valeprada.]

spremuto da copiascolla, 23:29 | link | commenti (3)



La teoria dell'amore tiepido riscaldato

minestra


Livefast - E’ questa: prima provi i sentimenti forti, strazianti, lacrimogeni, estenuanti. Poi, sulla scorta di questa tua grammatica sentimentale farlocca, scrivi il romanzo della tua vita accovacciato sulle ginocchia di qualcosa di tiepido e rassicurante. Così rinunci all’amore, senza aver mai provato davvero cosa sia, pago dei modelli soliti, soddisfatto delle affettuose amicizie, vecchio a trent’anni. Non sorprende che poi, virata la boa dei cinquanta, tu senta il bisogno di una macchina decappottabile e di una puttana slava. Di quest’ultima, poiché il caso è potente ma la stupidità umana lo è di più, ti innamori perdutamente.

Copiascolla - E' questa. A quattro anni ti innamori del tuo compagno di banco dell'asilo. A undici gli dai un bacio nel cortile dell'oratorio. A sedici te lo scopi sul tappeto del salotto mentre i tuoi sono in vacanza al mare. A ventiquattro ti accorgi che è un pivello immaturo e ti metti con uno che potrebbe essere tuo padre. A ventisette vai a viverci insieme ma di un figlio non se ne parla neanche. A trentadue vieni scaricata per una di diciannove. A trentadue e mezzo gli righi la decappottabile. A trentaquattro valuti la possibilità di ricorrere all'inseminazione artificiale. A trentacinque incontri casualmente il tuo compagno di banco dell'asilo al funerale di sua nonna. A trentasei sua moglie si accorge che avete una relazione e ti minaccia di morte. Quella di diciannove, naturalmente, è una puttana slava.

spremuto da copiascolla, 11:29 | link | commenti (10)
grazia, sbudellamenti



Gattuso, datti all'ittica. Buffon sei un Pirlo.

gattuso

Premesso che odio il calcio con tutte le mie forze e non saprei distinguere un fuorigioco da un tricheco, vorrei sottolineare lo scarto cerebrale tra il giocatore del Milan con la maglia numero 8 e l'attuale portiere della Juventus.

Gigi l'anno prossimo probabilmente passerà al Milan e inseminerà la sua morosa, liberando me e il Topo dal fardello di trovarcela tra le palle due volte l'anno, per la maledetta campagna stampa del marchio di lingerie di cui è testimonial.

Ringhio, invece, tiene famiglia e ha già pensato al futuro aprendo un allevamento di molluschi in Calabria. Un'iniziativa che nobilita il territorio natìo e poi, diciamoci la verità, mica si può campare tutta la vita correndo dietro alle palle di Berlusconi.

L'unica cosa che mi sfugge è perché mai Nedved continui a buttarsi per terra.


[Disclaimer: questo post è stato partorito tra il primo e il secondo tempo del Trofeo Berlusconi Milan-Juve, finito 3-2. Il goal decisivo è stato segnato da Aubameyang al quarantunesimo del secondo tempo, mentre io e il mio accompagnatore ce la svignavamo. Il calcio è davvero uno sport palloso, i tifosi sono violenti e i giocatori, visti dal secondo anello, sembrano tante piccole formichine. Non capisco davvero la gente cosa ci trovi a perdere intere domeniche allo stadio invece di starsene a casa a fare la lavatrice.]

spremuto da copiascolla, 16:16 | link | commenti (9)
polemiche, calcificazioni



Io vorrei, non vorrei, ma affitti permettendo.

Potrei cominciare dagli scatoloni. Potrei spiegarvi quanto tempo ci vuole per infilare un appartamento dentro uno, dieci, cento scatoloni. Potrei lamentarmi dei palazzi senza ascensore e raccontarvi quanto è difficile portare gli scatoloni giù per quattro rampe di scale. Potrei tergiversare per tutta questa colonna, intrattenendovi con qualche aneddoto sui traslochi. E sugli scatoloni.

Potrei, invece, informarvi su quante volte, in media, un milanese trasloca nell'arco di una vita e potrei indurvi a pensare che lo sfratto non c'entri niente. Potrei negare, per esempio, di aver stipulato un contratto verbale con un eventuale proprietario di un ipotetico appartamento dal quale, sempre per assurdo, potrei essere stata sbattuta fuori da un giorno all'altro. Potrei enumerarvi i miei otto traslochi nell'arco di sette anni.

Potrei battere Milano palmo a palmo e contare tutti i cartelli “Affittasi” appesi sopra i portoni. Potrei mettermi a spulciare una miriade di annunci immobiliari, a caccia di un monolocale a meno di cinquecento euro al mese. In periferia, spese escluse. Potrei denunciare lo scandalo dei Centri Affitti, che a fronte di una cifra ragionevole, anticipata e in contanti, si impegnano a cercarvi un appartamento che non troveranno mai.

Perché, forse, da una rubrica pubblicata in fianco all'editoriale ci si aspetta questo. Anziché la solita polemica sul caro affitti, anziché una sterile invettiva contro il mercato immobiliare e contro questi maledetti scatoloni.

Anche nel rispetto di chi, stanti così le cose, dentro uno scatolone è costretto a viverci.

spremuto da copiascolla, 09:38 | link | commenti (6)
editoria, milanesitudine, gaia giordani, e polis milano



7lefonando

telefono

Chiama mercoledì: vuole scopare.
Chiama giovedì: vuole proprio scopare.
Chiama venerdì (due volte): vuole assolutamente scopare.
Chiama sabato: ristorantino, cinemino, scopatona.
Domenica non chiama.
Lunedì non chiama.
Martedì nemmeno.
Mercoledì neanche.
Giovedì pure.
Venerdì gli mandi un sms.
Sabato provi a chiamarlo ma ha il telefono spento.
Domenica provi a chiamarlo ma squilla a vuoto.
Lunedì vai sotto il suo ufficio e gli buchi tutte e 4 le ruote della Porsche.

spremuto da copiascolla, 15:58 | link | commenti (13)



Il botteghino del caffè

Questa Commedia ha caratteri tanto universali, che in ogni luogo ove fu ella rappresentata, credevasi fatta sul conio degli originali riconosciuti.
I miei caratteri sono umani, sono verisimili, e forse veri, ma io li traggo dalla turba universale degli uomini, e vuole il caso che alcuno in essi si riconosca.
Quando ciò accade, non è mia colpa che il carattere tristo a quel vizioso somigli; ma colpa è del vizioso, che dal carattere ch'io dipingo, trovasi per sua sventura attaccato. (C. Goldoni)


Goldoni era un pazzo. Fassbinder un drogato.

spremuto da copiascolla, 12:42 | link | commenti (5)
recensioni, letterature



Capo danno

Una ragazza perbene che a mezzanotte desideri una lingua in bocca oltre alla propria, si assicuri che la suddetta appartenga al fidanzato o a un amico d'infanzia. Preferibilmente, al proprio fidanzato e all'infanzia di qualcun altro.

spremuto da copiascolla, 17:30 | link | commenti (7)



Ricetta per un diverbio coi fiocchi

Il diverbio da marciapiede è un convenevole tipico della cordialità meneghina.

Ingredienti:
- 4 passi per strada
- 1 dose di indifferenza
- 1 spolveratina di malumore

Ricetta: macinare 15 metri di marciapiede senza sollevare lo sguardo dalla punta delle proprie scarpe. Nel frattempo, rimescolare tra sé una qualsiasi forma di rancore verso l'umanità intera. A questo punto, andare a sbattere accidentalmente contro una persona che cammina nella direzione opposta.

Il Galateo della Persona Civile suggerirebbe di inarcare le sopracciglia, distendere i muscoli facciali in segno di soprassalto e proferire la seguente frase con tono mortificato: "Oh, mi scusi tanto."
L'altra persona a sua volta dovrà reagire alzando gli angoli della bocca in un mansueto sorriso e dicendo: "Si figuri, è colpa mia. Camminavo sovrappensiero. Buona giornata e scusi ancora."

Il Ricettario del Perfetto Milanese, invece, impone a entrambi gli astanti di arrestarsi in mezzo al marciapiede, sollevare contemporaneamente lo sguardo dalla punta delle proprie scarpe, corrugare la fronte in segno di ostilità reciproca, lasciar lievitare la collera qualche secondo e formulare all'unisono: "Ehi, guardi dove va, accidenti!"

Nel caso la faccenda, anziché sbollire, rischiasse di degenerare in una discussione vera e propria, farcire il discorso con sporadici "Lei è un pirla!" et voilà: il diverbio è servito. I passanti, frattanto, tireranno dritto senza immischiarsi nella discussione, poiché presi a contemplare la punta delle proprie scarpe.

E pensare che, tra gli ingredienti tipici della cucina milanese, ci sarebbe il riso.

[Anche su E Polis Milano di venerdì 29 dicembre, a pagina 6.]

spremuto da copiascolla, 14:36 | link | commenti (3)
editoria, milanesitudine, gaia giordani, e polis milano







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