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Ho messo in tasca le chiavi del mio ultimo appartamento e quelle del prossimo.
E sono tornata in un posto dove posso sentire mia madre dire cose come “Che Natale è senza il finocchio impanato†e dividere il sonno con mia sorella. Dove posso sedermi al mio vecchio pianoforte e sentire ancora l’odore della pipa di mio padre. Dove mia nonna tiene la scodella dell’ovetto sbattuto nelle mani che tremano e mi chiede di aiutarla a piantare le viole. Dove alzo lo sguardo e tiro su col naso. E vedo il profilo della collina, le distese di viti, un castello. E di là della siepe, il tetto di una casa, un comignolo, una stalla. E sopra tutto, il rumore delle campane e un angelo segnavento in ferro battuto, fatto dal mio bisnonno, sulla punta del campanile. Un posto del quale non ho le chiavi. Perché non servono chiavi ad aprire le porte sempre aperte dell’unico posto che chiamo casa. spremuto da copiascolla, 13:08 | link | commenti (7) Copiascolla combatte lo stress da trasloco dedicandosi alla realizzazione di un calendario 2007. Guest star: la mancuspia nuda.
Dopo lo scandalo di Lele Mora, il fotografo Corona è stato prontamente rimpiazzato dal Capo di Copiascolla, aka CdCs aka Topo, in persona. Cs - Topo, come andiamo col Calendario? CdCs - Viene una meraviglia. Ho qui tutti i provini. Cs - Vedere? CdCs - Dunque... Cs - ... CdCs - Gennaio: la mancuspia acciambellata nella sua cesta Cs - ... CdCs - Marzo: la mancuspia con gli stivali da pioggia Cs - ... CdCs - Aprile: la mancuspia di tre quarti Cs - ... CdCs - Maggio: la mancuspia nella posizione del fiore di loto Cs - ... CdCs - Giugno: la mancuspia che prende il sole Cs - ... CdCs - Luglio: la mancuspia che scava una buca Cs - ... CdCs - Agosto: la mancuspia che nuota a dorso Cs - ... CdCs - Settembre: la mancuspia che risolve un algoritmo Cs - ... CdCs - Ottobre: la mancuspia che va a funghi Cs - ... CdCs - Novembre: la mancuspia che spolvera una lapide Cs - CdCs - Dicembre: la mancuspia che sbrana un presepe Cs - ... CdCs - Allora? Ti piace? Cs - Manca Febbraio. CdCs - Eh? Cs - Il mese di Febbraio. L'hai saltato. CdCs - Ma no, è impossibile. Dev'essermi caduto il provino sotto la scrivania. Cs - Qui non c'è. CdCs - Qui nemmeno... Cs - Eccolo! CdCs - Non guardarlo. Ridammelo. Cs - Come ridammelo? L'avevi nascosto? Fammi vedere. CdCs - Ehm, meglio di no. Ripensandoci, non mi convince più. Cs - Fammelo vedere ti dico! Dai qua. CdCs - ... Cs - MA QUESTA E' UNA DONNA NUDA CON LE TETTE AL VENTO!!! CdCs - Ehm, sì. Cs - Cosa ci fa nel calendario della mancuspia? CdCs - ... Cs - Avevamo detto niente foto porno! CdCs - Tranquilla, in effetti è sempre la mancuspia. Però travestita. Cs - ? CdCs - Indossa un costume da zoccola. Sai, per Carnevale. Cs - Uhm... molto realistico. Bravo Topo! Mi ero quasi ingannata. CdCs - ! Cs - Procedi pure, fai il pdf in alta e mandalo in fotolito. Lo stampiamo in centomilacopie e lo diamo gratis fuori dalle metropolitane. Che idea geniale... spremuto da copiascolla, 10:27 | link | commenti (5) Voi siete qui
![]() Fior fiore di tecnocrati elaborossino questa mappa interbloggologica. Quel puntolino arancione lì c'est moi. spremuto da copiascolla, 12:53 | link | commenti (6) Parentado
Mio fratello è innamorato. Mia sorella è illuminata. Mia madre è tornata. Due giorni fa ho chiamato mio padre dopo 3 anni che non ci sentivamo. Non questo, l'altro. spremuto da copiascolla, 09:39 | link | commenti (3) L'anticamera del trasloco
![]() Sto per svuotare un appartamento e riempirne uno nuovo altrove. Devo inscatolare un monolocale e ridipingere un bilocale. Comunque vada, sarà un bianco Natale. spremuto da copiascolla, 18:23 | link | commenti (7) Come quando fuori piove
Milano è spesso di malumore. Quando si alza con la luna di traverso, del sole a Milano non c'è neanche l'ombra. Resta nuvolosa per tutto il giorno, poi si rabbuia, ci dorme sopra e il giorno seguente, magari, si sveglia con un cielo da gita al lago. Uno di quei cieli perfetti di domenica pomeriggio e micidiali di lunedì mattina. Quando Milano fa così, vien proprio voglia di maledirla. Ma il peggio di sé, lo offre d'inverno. Milano, infatti, luccica fino all'Epifania e subito dopo le Feste s'incupisce. Si mette addosso una coperta di nuvole grosse e ci brulica sotto. Nuvole grigie di giorno e viola di notte. Nuvole così fitte che non ci passa in mezzo neanche un raggio di niente. Milano sverna senza fermarsi un attimo. Rallenta quando ghiaccia, per non scivolare. Si paralizza sotto la neve. Ma è riluttante ad andare in letargo. Piuttosto si rannicchia nella nebbia e fa un sonnellino ogni tanto. Quando è particolarmente depressa si piove addosso. A volte piove a singhiozzo, un giorno sì e uno no. Altre piove a dirotto per giorni e giorni finché non smette. Quando Milano è nervosa diventa elettrica. Tuona, fulmina e saetta tutta la sua rabbia contro se stessa. Va proprio su tutte le furie: sbatte contro le imposte e fischia sotto le porte. Scaraventa i lampioni per terra, solleva le tegole, scardina le cancellate. Squarcia i sacchi della spazzatura ai bordi dei marciapiedi e li scaraventa in mezzo alla strada. Quando si è sfogata, soffia forte il naso su un brandello di nube e, pian piano, dietro la cappa di smog, s’intravede la volta celeste. [Anche su E Polis Milano di venerdì 15 dicembre, a pagina 6.] spremuto da copiascolla, 10:06 | link | commenti (2) Questo Natale si autodistruggerÃ
-5 Il Natale mi distrugge. Vorrei rotolarmi in tutte le lucine del mondo e bozzolare fino alla Befana. Già sento che mi fanno male le scapole alate per via dell'antidoto ai postumi pindarici da tracollo glicemico. -4 Il Natale mi distrugge. Mi liquefò nella cera di eserciti di candeline doratine e sluccichine. Mioddìo quanta coda per pagare quelle duetrecento alternative di presentini che sennò sembra che tu mi fai il regalo e io poi no. -3 Il Natale mi distrugge. Sento che mi sale su per la schiena la sensazione brividosa della metamorfosi: noooo... Guarda come sono già tutta spersonalizzata. Mi sto trasformando in un parente anch'io. -2 Il Natale mi distrugge. Striscio dentro allo scafandro della sorella, nipote, cugina, figlia modello Giuditta. Prendo le fattezze standard di qualcuno che so di dover sembrare o sono le sembianze che prendono me? -1 Il Natale mi distrugge. Devo sentirmi tutta più buona. Tutta quanta. Dentro, fuori e durante. La mia avversione alle ricorrenze riflette l'ingratitudine a quest'accidenti di convenzionalità imposta. 0 Auguri, auguroni, tante cose. Troppe. Distruggi il Natale, prima che il Natale distrugga te. Natale è un marchio registrato Coca Cola. [E' arrivato il Post Sotto l'Albero 2006, grazie al Sir. Intanto, buona Santa Lucia!] [Altre Santalùssie secondo Glossy, Gianluca e Romanticinismo.] spremuto da copiascolla, 11:16 | link | commenti (4) L'arte della strage ![]() Milano, Piazza Fontana 12 dicembre 1969 [Marcel Duchamp Fontana 1917 + Lucio Fontana Concetto spaziale, Attesa 1966] spremuto da copiascolla, 09:46 | link | commenti (4) Le integrazioni barbariche
Fin dalla notte dei tempi, un’orda di invasori cinge d’assedio l’urbe da tutti i punti cardinali e vi si intrufola in ogni dove, usurpando il territorio dei cittadini autoctoni. L’insediamento e la proliferazione di estranei, a Milano sono all’ordine del giorno. A Milano, infatti, il rapporto tra indigeni e oriundi è sbilanciato a favore di questi ultimi. Eppure, il milanese per diritto di nascita spesso appare del tutto simile a un milanese d’adozione. Una persona nata a Milano da genitori meneghini è tanto milanese quanto una persona nata a Milano da mamma friulana e padre sardo. E chi è nato al Niguarda da madre etiope e padre svedese, può considerarsi milanese a pieno titolo? E da madre cantonese e padre mandarino? Certo che sì. L’immigrato di seconda generazione è milanese a tutti gli effetti. Pensiamo solo a quanti sguardi a mandorla, quanti sorrisi amerindi ci sbalordiscono con un’imprevedibile inflessione ambrosiana. Viceversa, quanti bergamaschi, apparentemente indistinguibili da un milanese doc, rivelano l’origine orobica appena rivolgono la parola a qualcuno. Quanti milanesi naturalizzati esibiscono fieramente un’inflessione veneta, siciliana o toscana, senza sforzarsi in alcun modo di celare il proprio accento. E’ forse disonorevole andar fieri delle proprie origini? Direi di no. Anche a costo di sembrare appena scesi da un trattore o da un’impalcatura o da un peschereccio. Se a Milano l’idioma comune fosse il buon senso, a sancire il diritto di milanesità non sarebbero le vocali aperte, bensì vedute più ampie. [Anche su E Polis Milano di venerdì 8 dicembre, a pagina 6.] spremuto da copiascolla, 09:48 | link | commenti (4) Mad world VS Mad words
![]() Donnie Darko - I made a nu friend today Dr. Thurman - Real or imaginary? Donnie Darko - Imaginary ![]() "We're all mad here" said the Cat, "I'm mad. You're mad." "How do you know I'm mad?" said Alice. "You must be," said the Cat, "or you wouldn't have come here." spremuto da copiascolla, 17:25 | link | commenti (2) Della Scala
Non capisco tutto questo cancan per la rappresentazione dell'Aida di Zeffirelli al Teatro Scaligero di Milano, quando è dal 2002 che l'Aida di Zeffirelli va in scena al Teatro Scaligero di Verona. L'Aida, comunque, è di Verdi. spremuto da copiascolla, 11:02 | link | commenti (6) Per speculum
![]() Nunc per speculum videmus in aenigmitate, post videmus facie ad faciam veritatem. San Paolo, prima lettera ai Corinzi spremuto da copiascolla, 12:09 | link | commenti (2) Estrazioni
Quando mi tiri fuori di bocca certe cose succede sempre un Quarantotto. O un 69. spremuto da copiascolla, 15:18 | link | commenti (6) La crème de la réclame.
Benvenuti in una pasticceria che non esiste, ma potrebbe. È una mia invenzione. Per favore, vi chiedo un piccolo sforzo di fantasia ed ecco, guardate quante dolcezze in vetrina. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Entrate, assaggiate pure. Lasciatevi tentare della grande Milano. Tu, ragazzino, vuoi una caramella? Prendi l’Arco di Porta Ticinese: è un bonbon di marmo. Un po’ duro per la verità , potresti farti male ai denti. Forse è meglio qualcosa di più friabile, fammi pensare… C’è Porta Nuova, fatta di tenera pietra arenaria. Ti piace l’Arco di Porta Romana? Perfetto, è già incartato nella sua stagnola pubblicitaria. Signora Brambilla, che piacere vederla. Cosa le do? Un panettone? Ma certo, abbiamo il Duomo. È una costruzione del tutto artigianale, ci abbiamo messo centinaia di anni per farlo. Guardi com’è ben guarnito, ci sono ben 3.400 statuine e una selva di guglie caramellate. E dentro, un trionfo di altari canditi. Lo prende? Ottima scelta. A Natale farà un figurone con i suoi parenti, mi creda. Solo una raccomandazione: prima di portarlo in tavola, si ricordi di togliere quella fastidiosa copertura di tela. Avanti il prossimo. Signor Meneghetti, a casa tutto bene? Vuole il solito pezzo di torrone? Uhm, oggi ci sarebbero le Mura Spagnole in offerta speciale. Sa, in questo periodo stanno proprio cadendo a pezzi. Guardi, gliele metto a metà prezzo. D’altronde, quando avrà tolto i cartelloni, di mura gliene resteranno ben poche. Tenga pure il resto, ci mancherebbe, basta che se le porti via. E mi saluti tanto la sua signora. [Anche su E Polis Milano di venerdì 1 novembre, a pagina 6.] spremuto da copiascolla, 09:33 | link | commenti (3) |