|
Le improvvisazioni
Copiascolla che sale in macchina Copiascolla che ride Copiascolla che chiacchiera Copiascolla che chiacchiera Copiascolla che dice gira a destra Copiascolla che dice buonanotte Copiascolla che scende dalla macchina Copiascolla che attraversa la strada Copiascolla che sale quattro piani di scale Copiascolla che si lava i denti Copiascolla che gira in mutande Copiascolla che manda un sms Copiascolla che punta la sveglia Copiascolla che spegne il telefono Copiascolla che guarda il buio Copiascolla che guarda il buio Copiascolla che guarda il buio Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che sogna di cadere Copiascolla che beve dal collo della bottiglia Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che legge Cronosisma Copiascolla che legge Cronosisma Copiascolla che legge Cronosisma Copiascolla che legge Luoghi sotto spirito Copiascolla che guarda il buio Copiascolla che guarda il buio Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che sogna un pesce volante Copiascolla che sogna i fiori di vetro Copiascolla che sogna un cane blu Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che si gira su un fianco Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che si gira sull'altro fianco Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che torna tra i vivi Copiascolla che si fa la doccia Copiascolla che scende le scale Copiascolla che compra Il Foglio e Il Manifesto Copiascolla che aspetta la metro Copiascolla che fissa un tizio coi baffi Copiascolla che maledice il conducente della metro Copiascolla che insulta il tizio coi baffi Copiascolla che attraversa la strada Copiascolla che si toglie la giacca Copiascolla che accende il computer Copiascolla che gira il caffè Copiascolla che legge il suo blog Copiascolla che risponde al telefono Copiascolla che entra in sala riunioni Copiascolla che prende appunti Copiascolla che mastica il culo della matita Copiascolla che si dondola sulla sedia Copiascolla che pensa un titolo Copiascolla che gira il caffè Copiascolla che scrive una mail Copiascolla che risponde al telefono Copiascolla che apre Word Copiascolla che scrive un comunicato stampa Copiascolla che si chiude in bagno Copiascolla che guarda il muro Copiascolla che guarda il muro Copiascolla che telefona al commercialista Copiascolla che fa una bambolina wodoo a forma di commercialista Copiascolla che disegna una rana Copiascolla che sbuccia un mandarino Copiascolla che consulta il vocabolario Copiascolla che risponde a una mail Copiascolla che chiama il bar Copiascolla che lascia un commento su un blog Copiascolla che sfoglia Vogue Copiascolla che sfoglia Elle Copiascolla che sfoglia Marie Claire Copiascolla che sfoglia Archive Copiascolla che firma un esecutivo Copiascolla che beve dal collo della bottiglia Copiascolla che mangia un grissino Copiascolla che ride a voce alta Copiascolla che risponde al telefono Copiascolla che scrive una mail Copiascolla che pensa un titolo Copiascolla che gioca con le freccette Copiascolla che telefona alla società elettrica Copiascolla che telefona a un'amica Copiascolla che si mette la giacca Copiascolla che cammina sul marciapiede Copiascolla che entra al supermercato Copiascolla che esamina un pomodoro Copiascolla che paga con la sua nuova carta di credito Copiascolla che cammina sul marciapiede Copiascolla che guarda il microonde Copiascolla che parla con la bocca piena Copiascolla che parla con il televisore Copiascolla che aggredisce verbalmente un collega Copiascolla che commenta la pettinatura di Brooke Logan Copiascolla che si rannicchia sul divano della sala riunioni Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che dorme Copiascolla che aggredisce verbalmente un collega Copiascolla che scrive un post Copiascolla che risponde a una mail Copiascolla che scrive un post Copiascolla che risponde al telefono Copiascolla che scrive post Copiascolla che risponde a un sms con una mail Copiascolla che risponde a un sms con una mail Copiascolla che risponde a un sms con una mail Copiascolla che scrive un post Copiascolla che dice cazzo Copiascolla che scrive un pubbliredazionale Copiascolla che scrive un pubbliredazionale Copiascolla che scrive un pubbliredazionale Copiascolla che gira il caffè Copiascolla che lascia un commento su un blog Copiascolla che raddrizza un accento Copiascolla che risponde a una mail con un sms Copiascolla che si chiude in bagno Copiascolla che guarda fuori dalla finestra Copiascolla che guarda fuori dalla finestra Copiascolla che guarda fuori dalla finestra Copiascolla che guarda fuori dalla finestra Copiascolla che si lava le mani Copiascolla che gira il caffè Copiascolla che trova un refuso Copiascolla che telefona a sua madre Copiascolla che telefona a sua sorella Copiascolla che telefona a sua nonna Copiascolla che sbuccia un mandarino Copiascolla che trova un refuso su un esecutivo Copiascolla che insulta il fotolitista Copiascolla che insulta lo stampatore Copiascolla che insulta la signora delle pulizie Copiascolla che prende un Valium Copiascolla che prende un tram Copiascolla che attraversa la strada Copiascolla che guarda una vetrina Copiascolla che risponde a un sms Copiascolla che prova un paio di stivali neri Copiascolla che prova un paio di stivali neri col pelo Copiascolla che prova un paio di stivali neri con la punta Copiascolla che prova un paio di stivali neri con gli strass Copiascolla che paga con la sua nuova carta di credito Copiascolla che cammina sul marciapiede Copiascolla che infila le chiavi nella serratura del portone Copiascolla che sale quattro piani di scale Copiascolla che guarda le scatole delle scarpe Copiascolla che fa la doccia Copiascolla che si asciuga i capelli Copiascolla che gira per la casa in mutande Copiascolla che si infila le scarpe Copiascolla che sale sull'auto di un amico Copiascolla che chiacchiera Copiascolla che chiacchiera Copiascolla che chiacchiera Copiascolla che scende dalla macchina Copiascolla che ride in ascensore Copiascolla che accarezza il gatto Copiascolla che fuma una sigaretta Copiascolla che versa il vino Copiascolla che mangia insalata greca Copiascolla che mangia moussaka Copiascolla che mangia un dolcetto greco Copiascolla che gira il caffè Copiascolla che fuma una sigaretta Copiascolla che cammina scalza Copiascolla che si infila la cuffia Copiascolla che prova il microfono Copiascolla che ride Copiascolla che dice una cosa Copiascolla che fuma una sigaretta Copiascolla che si guarda attorno Copiascolla che ride Copiascolla che dice una cosa buffa Copiascolla che fuma una sigaretta Copiascolla che butta giù il rum Copiascolla che butta giù la pera Copiascolla che fuma una sigaretta Copiascolla che fa uno scherzo telefonico a Telemarket Copiascolla che ride Copiascolla che canta Mad World Copiascolla che canta Mad World Copiascolla che accarezza il gatto Copiascolla che legge la biografia di una pornostar Copiascolla che legge la biografia di una pornostar Copiascolla che legge la biografia di una pornostar Copiascolla che legge la biografia di una pornostar Copiascolla che ride Copiascolla che legge la biografia di una pornostar Copiascolla che legge la biografia di una pornostar Copiascolla che fuma una sigaretta Copiascolla che beve un Cuba Libre Copiascolla che dice una cosa Copiascolla che beve il Cuba Libre della sua vicina di sedia Copiascolla che tiene in mano un bastone da kendo Copiascolla che si toglie la cuffia Copiascolla che fuma una sigaretta Copiascolla che si mette la cuffia Copiascolla che dice il suo nome Copiascolla che ride Copiascolla che si toglie la cuffia Copiascolla che fuma una sigaretta Copiascolla che chiacchiera Copiascolla che chiacchiera Copiascolla che si mette la giacca [Questo post è ispirato a The Six Minute Project, un serio esperimento sociologico che consiste nel fotografarsi ogni 6 minuti nell'arco delle 24 ore, per dimostrare a se stessi e agli altri quanto è prevedibile, automatica, inerte, noiosa e ripetitiva la propria esistenza. Che non si impara mai dai propri errori, che bisogna sempre improvvisare e che gli episodi degni di nota sono un'estrema, improvvisa, minoranza.] spremuto da copiascolla, 16:35 | link | commenti (23) Asèssuati 'stocazzo.
![]() [Disclaimer: Il termine cazzo è utilizzato a puro scopo retorico. Nessuna creatura celeste ha subito maltrattamenti durante la stesura di questo post.] spremuto da copiascolla, 18:28 | link | commenti (10) Canta che ti passa
![]() ![]() Guardo le prodezze dell'asinello parlante con le ali Avete domande da porci che volano nel ciel Il tasso paga le tasse a rate a tasso zero Alla fiera dell'artigianato vacci tu Queste strane cose vedo ed altro ancòr Du du du du du spremuto da copiascolla, 15:28 | link | commenti (1) La mezza stagione è passata di moda
Il bello e il cattivo tempo, a Milano, lo fa la moda: una perturbazione del comune buon senso, che si ripercuote con precipitazioni sparse su tutto il resto della penisola. E Milano la lascia fare, pur essendone la capitale. Ecco qualche esempio per favorire la comprensione di questo fenomeno meteorologico. La moda, accidenti a lei, si abbatte periodicamente sulla città come un anticiclone, proprio quando la temperatura esterna è del tutto incompatibile con la possibilità di indossarla. Appena finisce la primavera, Milano si copre gli occhi di lana. Basta posarli su una vetrina ed ecco maglioni, sciarpe, piumini a tutto spiano. Giacche col pelo dentro e trentadue gradi fuori. Un’estate di San Martino sotto vetro, in pieno luglio. Affascinante. Viceversa a metà febbraio: manichini in costume da bagno guardano i passanti stringersi nei cappotti e soffiarsi il naso. Nonostante le anticipazioni fuori stagione, la gente va ancora in giro imbacuccata quando fa freddo e leggera quando fa caldo. Asseconda più il clima che la moda. Toglie il cappotto e resta direttamente in mezze maniche, senza passare dallo spolverino. Ma c’è ancora qualcuno, ne sono sicura, che tiene un soprabito in fondo all’armadio. Il soprabito non può mancare in un guardaroba degno di questo nome. Il soprabito è un accessorio indispensabile nel caso, contro ogni previsione, la cara estinta mezza stagione resuscitasse all’improvviso. Per ora, come vuole la moda, a Milano le stagioni sono due: l’autunno-inverno e la primavera-estate. E su questo non ci piove. [Anche su E Polis Milano di venerdì 24 novembre, a pagina 6.] spremuto da copiascolla, 17:31 | link | commenti (6) Modelle con la XL
![]() L’ho conosciuta, questa modella. Lei e la dozzina di splendide cicciottelle che hanno esibito la 46 e la 48 a Milano Moda Donna. Le ho viste mangiare un bel piatto di pasta dopo la sfilata. Sono stata con loro tutto il pomeriggio sul set dello shooting per un redazionale. Il tempo di digerire, insomma. E non le ho mai viste vomitare, queste algide culone, fiere fino in fondo della loro taglia. Dentro e fuori dalle passerelle. [Anche in versione integrale.] spremuto da copiascolla, 17:47 | link | commenti (9) Protosphyraché?
![]() Il Protosphyraena è una bestiola dall'andazzo idrodinamico e il musetto affatto prominente. Come tutti gli actinopterigi, si ammanta di scaglie e gli piace muovere qua e là la coda. Precursore dell'attuale Barracuda, il nostro animale inventato ha smesso di insistere qualche milione di anni fa per estinguersi nel Cretaceo. Invece no. Eccolo palesarsi tra i flutti australi. C'è scritto su E Polis di oggi a pagina 20. Per chi si chiedesse che fine ha fatto la mia rubrica, tranquilli: esce domani. Spero. La settimana scorsa è saltata per aderenza involontaria ma quantomai appropriata allo sciopero dei giornalisti. Categoria fossile alla quale, tra l'altro, appartengo men che il Protosphyraena a un espositore di alterigie in resina. spremuto da copiascolla, 16:51 | link | commenti (1) 1) Se non sei magra, non sei attraente
2) Essere magri è più importante che essere sani 3) Fai di tutto per sembrare più magra 4) Non puoi mangiare senza sentirti colpevole 5) Non puoi mangiare cibo ingrassante senza punirti dopo 6) Devi contare le calorie e ridurne l'assunzione di conseguenza 7) Perdere peso è bene, guadagnare peso è male 9) Non sarai mai troppo magra 10) Essere magri è simbolo di vera forza di volontà Oppure Ieri sera ho cenato presto, perché dopo cena dovevo lavorare. Sto scrivendo una cosa che mi piace. Bucatini all'amatriciana, un bicchiere di vino e una mela. Mentre scrivevo, ho mangiato mezza tavoletta di cioccolato nero senza quasi accorgermene. Un pezzetto tira l'altro. Poi verso mezzanotte mi è tornata fame. Mi sono alzata, ho aperto il frigo. Ho mangiato tre noci e un pezzo di formaggio. Sono tornata a letto e dopo un po' ho dormito. (25 anni, 1.68 m, 52 kg) Continua su Macchianera [Disclaimer: nei commenti e in privato sono state mosse ottime critiche a questo post. A scanso di equivoci, il senso è questo. Pro-Ana non è una filosofia alimentare, bensì una regola di vita. Le sue leggi sono spaventosamente "ragionevoli" nel contesto sociale in cui la magrezza diventa un canone estetico imprescindibile. "Se non sei magra, non sei attraente" non fa una piega. Questo decalogo è un crescendo di proposizioni che degradano nel patologico, esaltano la compulsione a pedere peso per raggiungere un ideale. Io ho un comportamento alimentare "normale" e risulto sottopeso. Ho un metabolismo veloce e attraverso tutti i giorni Milano a piedi, faccio rampe su rampe di scale, una corsetta ogni tanto e non soffro di anoressia nervosa. Il peso è un indicatore marginale di un disagio psichico estremamente difficile da individuare.] spremuto da copiascolla, 10:44 | link | commenti (10) Incontri che non avresti mai detto
Sabato notte di ritorno da Sabatonotte, incontro mio fratello sotto il portone di casa. Di casa mia. Alle 3,45. Con un'altra. Un'altra che non sono io. Molto carina, tra l'altro. Uèh dico, con tutti i palazzi che ci sono a Milano, proprio nel mio dovevi trovartela? Stamattina il Topo ha incontrato Calderoli in Autogrill e si è trattenuto dal dirgliene quattro. spremuto da copiascolla, 17:14 | link | commenti (3) Ah. Sì. Così. Così. / bis
Ieri sera a Che tempo che fa, Luciana Litizzetto ha spiegato come fingere l'orgasmo. Ha passato in rassegna i diversi tipi di vocalizzi e si è addirittura esibita in rantoli e ansimi sotto la faccia di Fazio, imbalsamato nel suo mezzo sorriso da Fazio su quella solita faccia da Fazio. La scorsa primavera, Giuppy Izzo - voce della Tim e di una sfilza di attrici tra cui Meg Ryan - sale sul palco del Radiofestival e ritira il premio come Speaker dell'Anno. All'improvviso si spengono le luci e - sorpresa! - il megaschermo trasmette il finto orgasmo di Harry ti presento Sally. Il pubblico ride, Giuppy diventa viola. Visibilmente imbarazzata, spiega: "Questa scena mica l'ho doppiata io." Anche qui presentava Fazio. [Disclaimer for dummies: Mi hanno detto che la gente non è pagata per pensare. Mi hanno detto di badare meno alla forma e più al contenuto. Accontentà ti: un post sconclusionato, a base di argomenti porno, scritto peggio che posso. Prevedo l'impennata di accessi come è già successo. Se andiamo avanti così, smetterò di scrivere. Giuro.] spremuto da copiascolla, 10:42 | link | commenti (11) Schermaglie
![]() Luca Mastrantonio, su Il Riformista di ieri, prima spezza una lancia in favore delle case editrici on-line e poi scaglia una pietra contro le l'abbassamento della soglia di pubblicabilità di testi su carta "in nome di un diritto quasi biologico a vedere la luce. Fosse pure quella di uno schermo." Per quanto mi riguarda, non mi dispiacerebbe affatto trasferire le mie parole dallo schermo del computer a quello del televisore. Luca Lucini, regista di pubblicità oltre che di cinema, lamenta la penuria di buoni sceneggiatori in Italia. Un giorno su un set mi dice scrivi qualcosa tu. Il suo prossimo film sarà di nuovo l'adattamento di un romanzo, pare. Straniero, stavolta. Dubito che la sceneggiatura sarà affidata all'autore, ma non si sa mai. Moccia, per dire, il suo 3MSC se l'era adattato da sé. Luca Sofri racconta, su Vanity Fair e di là da lui, come internet stia “smontando†la televisione. Molti altri schermi e "microschermi come quelli del telefonino e dell'iPod" trasmettono parole, suoni, immagini nate per la televisione. Senza più limiti di orario e di interruzione. Ora, uno come Matteo, che scrive per la rete, la radio, la carta e la televisione. E gira gira, tutto gli ritorna in rete. Cosa dirà lo schermo del suo computer? spremuto da copiascolla, 11:32 | link | commenti Quando un amico scrive un libro e ti regala le bozze, tu non fai finta di averle lette. E nemmeno le apri a caso e ne metti un pezzo tra virgolette. Fanculo queste rime. Mi vengono a forza di leggere poesie, perdonami. Prendiamo Digerisce durissimo ferro, di Marianne Moore. Ti faccio il riassunto. Dice dello struzzo. E quale altro uccello, altrimenti, digesce durissimo ferro? Questo uccello, vigila i suoi piccoli con materna attenzione. Proprio come fai tu con le parole.
Comica testa d’anatroccolo che sul lungo collo gira come l’ago della bussola. Non sembri per niente tu. Sembra più me. Seicento cervelli di struzzo, continua, danno un senso drammatico a un simbolo che sfugge sempre ai superficiali. Cosa vuol dire? Tu hai capito. Andiamo avanti. La potenza del visibile è l’invisibile, l’eroismo è una qualità estenuante eccetera. Qui la poetessa morta cade nella banalità . Cade morta. Poco prima che tu nascessi, tra l’altro. Scrive cazzate. Scrive poesie. Stiamo parlando del tuo libro, credimi. Facciamo finta che sia il primo. Tu, come lo struzzo, non metti la testa sotto la sabbia né – parafrasando me stessa – scappi via dalle cose che ti fanno paura o semplicemente rabbia. Tu le scrivi. E io, che ho le bozze da venti giorni, non le ancora lette. Parlano degli anni di piombo e di pochi anni fa. Anche lo struzzo ha le piume color del piombo. Vedi, la differenza tra te e me. Io scrivo cazzate. Io scrivo poesie. Io scrivo parole. Tu scrivi cose. Demetrio Paolin Una tragedia negata Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana. www.vibrisselibri.net Presentazione giovedì 16 novembre a Roma, ore 11.30 presso il Caffè Fandango (Piazza Pietra 32/33). Interverranno Giulio Mozzi, Lucio Angelini, Gaja Cenciarelli, Demetrio Paolin, Filippo La Porta e Loredana Lipperini. Chi può, ci vada. spremuto da copiascolla, 02:13 | link | commenti (8) Condizioni per scrivere d'attualitÃ
Per scrivere d'attualità , servono le conoscenze. Non serve sapere nulla, bastano gli agganci giusti et voilà il pezzo è fatto. Ingredienti in ordine alfabetico: un amico giornalista famoso che firmi il pezzo e se ne prenda la totale responsabilità , un amico avvocato figlio di un magistrato per eventuali querele, un amico copywriter nell'agenzia di pubblicità che ha lanciato il mensile in questione e un'amica nella redazione, un amico bloggher con almeno mille accessi per sollevare il polverone nel sottobosco. Manca solo un amico amministratore delegato del gruppo editoriale in diretta concorrenza, se mai ce ne fosse uno, e poi ci siamo. Oppure: nonostante la teoria dei sei gradi di separazione, ci sono tempi di indagine così lunghi che della notizia in questione non gliene sbatterà più un corno a nessuno. No dai, scherzavo. Se non si fosse capito, ce l'ho con Velvet. Senza motivo, peraltro. D'altronde, è lunedì per tutti. L'ineluttabile necessità di letterarsi Il semplice e crudo piacere di leggere può essere paragonato al piacere che una mucca prova mentre bruca, diceva il buon Chesterton. Peccato che libri suoi, in Italia, non se ne trovino. Se qualcuno di voi duecentocinquanta che passate di qui ogni giorno, aveste per caso una copia di "Le avventure di un uomo vivo", o voleste darvi la pena di andarmelo a cercare oltremanica, sappiate che sono disposta a infilarmi nel vostro letto con due gocce di Chanel #5 e il mio più bel paio di niente addosso. E concedere a voi porci maniaci in questione, il privilegio di leggermene un pezzetto della buonanotte. Tutte le sere da qui a per sempre. Va bene un pezzetto qualunque. Come quella sera d'erba. Tuttora rumino parole senza capirne il dove. Eppur si muove. [Al diavolo le riviste, gli articoli e tutto il resto. Rivoluzione! Grazie, Pietro.] spremuto da copiascolla, 11:16 | link | commenti (10) La Repubblica delle percentuali
Da quando Il Corriere è un quotidiano di sinistra, leggo La Repubblica. Oggi esce con Velvet, diretto dalla Gattermayer. E' il primo nome che le è venuto in mente, dice. Io, quando mi chiedono di trovare un nome - di un nuovo locale, di una polizza assicurativa, di una merendina - ne penso 100, ne propongo 10 e il cliente ne sceglie 1. E infatti io non sono mica la Gattermayer. Ad ogni modo, Velvet racconta la moda. Non detta le regole. Intanto è uno spataffione di 580 pagine che pesa un quintale. Non si riesce a infilarlo in borsa né in mezzo al giornale. E le inserzioni pubblicitarie sono l'85%. Per dire. Da quando ho smesso di credere all'oroscopo, leggo repubblica.it. Ieri e oggi c'è stato il Forum IAB (Interactive Advertising Bureau) e il marito della mia ex capa ci ha fatto un bel pezzo sopra. Riassumendo, gli investimenti pubblicitari in rete sono il 2%, quelli in tv il 60%, il rimanente 48% si divide tra stampa e radio. Ambient media, nuovi supporti e altre figate varie, sono uno zero virgola. Ti pareva. Ad ogni modo, chi arriva all'articolo dal link in home page, si becca un interstitial di 5 secondi. Per essere un 2% è una bella perdita di tempo. E un'ineluttabile rottura di palle. spremuto da copiascolla, 12:07 | link | commenti (27) Grande grande grande
In amore le dimensioni contano, eccome. Anche quando si tratta di rapportarsi con una città . Milano, naturalmente, si crede enorme. E perfetta. Invece è una città egoista e prepotente, la vuole sempre vinta lei. I suoi difetti sono talmente tanti. Ma c’è di buono che, al momento giusto, sa diventare un’altra versione di se stessa. Per questo si può amarla e odiarla contemporaneamente. Proprio come canta Mina - ti odio e poi ti amo e poi ti odio e poi ti amo - si può preferirla col sole e maledirla quando piove. Si può apprezzarne un aspetto e detestarla nel suo complesso. O viceversa. Dipende da come la si guarda. Amare o odiare Milano è una questione di punti di vista. L’amore per Milano è presbite. Vista da Parigi, da New York, da Tokio, Milano è un rettangolino ristretto al quadrilatero. È dove si va per portarsi a casa un paio di scarpe italiane. Sono le guglie del Duomo che svettano sopra i tetti anziché spuntare dal loro attuale incarto. Vista da lontano, ha la suggestione di una cartolina e le misure di un francobollo. L’odio per Milano, invece, è miope. Bisogna avvicinarsi parecchio per detestarla come si deve. Altrimenti rischia di apparire il clichè sfuocato della metropoli, un agglomerato di palazzoni e basta. Vista da dentro, invece, riesce a sembrare un groviglio di sensi unici e un brulicare di sconosciuti. Esattamente come Parigi, New York e Tokio. Milano, insomma, sei grande grande grande solamente tu, un corno. Vista sotto ogni aspetto, sei una grande città come tutte le altre. Però più piccola. [Anche su E Polis Milano di mercoledì 8 novembre, a pagina 6.] spremuto da copiascolla, 09:47 | link | commenti (12) Mala notte ma la notte no
Milano di notte non è affatto pericolosa. Fate una prova: sedetevi sui gradini davanti al Duomo e aspettate che qualcuno venga a sbudellarvi. Ecco, laggiù in via Dante, un tizio che parla da solo, tenendosi una mano su un orecchio e gesticolando con l’altra. Fantastico, sembra proprio uno squilibrato appena evaso da un manicomio. Mentre si avvicina, realizzate che sta semplicemente conversando al telefono, accidenti. Non disperate, alle vostre spalle passa una signora sui tacchi e vorrà di sicuro infilarvene uno nella giugulare. All’improvviso si blocca, strabuzza gli occhi e ringhia. Perfetto, è pazza, pensate. Invece è rimasta incastrata con un tacco in una grata. Vi precipitate a soccorrerla e vi beccate una borsettata in faccia. Ommioddìo, si scusa. Vi credeva un maniaco depravato, dice. Estrae dalla borsetta un paio di scarpe basse, se le infila e riparte. La piazza adesso è vuota. Ci siete solo voi, il furgoncino dell’Amsa e la volante della Polizia parcheggiata come sempre davanti alla Galleria Vittorio Emanuele. Ahimè, stasera vi è andata male: in pieno centro ci sono meno malviventi del previsto. Riprovate domani, magari altrove. Per oggi non vi resta che tornare a piedi fino al vostro appartamento, sperando che qualcuno vi derubi appena svoltato l’angolo o vi squarti sotto il portone. State per alzarvi, quando vedete due uomini in divisa blu venire verso di voi. Vi informano in coro che è severamente vietato sedersi sulle scale davanti al Duomo. C’è tanto di cartello. Delinquenti che non siete altro. [Anche su E Polis Milano di venerdì 3 novembre, a pagina 6.] spremuto da copiascolla, 10:32 | link | commenti (7) Divergenze
Copiascolla espone due volte lo stesso testo, con due titoli diversi, in due posti diversi, con due identità diverse. La prima volta su Sacripante due anni fa. La seconda su Macchianera lunedì scorso. Pubblico e critica non sono d'accordo. Come volevasi. [Notiamo con quale ferocia è avvenuta la stroncatura da parte del Lettore Minimale, un organismo celenterato pluriencefalico legittimato all'onere di recensire a lapidate, protetto da un rassicurante anonimato. La supponenza dell'autore passi pure per presunzione. Ma dico io, almeno il coraggio delle proprie parole.] spremuto da copiascolla, 10:57 | link | commenti (19) |