Copiascolla,
     spremuta di parole a caso


 

Le improvvisazioni

Copiascolla che sale in macchina
Copiascolla che ride
Copiascolla che chiacchiera
Copiascolla che chiacchiera
Copiascolla che dice gira a destra
Copiascolla che dice buonanotte
Copiascolla che scende dalla macchina
Copiascolla che attraversa la strada
Copiascolla che sale quattro piani di scale
Copiascolla che si lava i denti
Copiascolla che gira in mutande
Copiascolla che manda un sms
Copiascolla che punta la sveglia
Copiascolla che spegne il telefono
Copiascolla che guarda il buio
Copiascolla che guarda il buio
Copiascolla che guarda il buio
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che sogna di cadere
Copiascolla che beve dal collo della bottiglia
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che legge Cronosisma
Copiascolla che legge Cronosisma
Copiascolla che legge Cronosisma
Copiascolla che legge Luoghi sotto spirito
Copiascolla che guarda il buio
Copiascolla che guarda il buio
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che sogna un pesce volante
Copiascolla che sogna i fiori di vetro
Copiascolla che sogna un cane blu
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che si gira su un fianco
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che si gira sull'altro fianco
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che torna tra i vivi
Copiascolla che si fa la doccia
Copiascolla che scende le scale
Copiascolla che compra Il Foglio e Il Manifesto
Copiascolla che aspetta la metro
Copiascolla che fissa un tizio coi baffi
Copiascolla che maledice il conducente della metro
Copiascolla che insulta il tizio coi baffi
Copiascolla che attraversa la strada
Copiascolla che si toglie la giacca
Copiascolla che accende il computer
Copiascolla che gira il caffè
Copiascolla che legge il suo blog
Copiascolla che risponde al telefono
Copiascolla che entra in sala riunioni
Copiascolla che prende appunti
Copiascolla che mastica il culo della matita
Copiascolla che si dondola sulla sedia
Copiascolla che pensa un titolo
Copiascolla che gira il caffè
Copiascolla che scrive una mail
Copiascolla che risponde al telefono
Copiascolla che apre Word
Copiascolla che scrive un comunicato stampa
Copiascolla che si chiude in bagno
Copiascolla che guarda il muro
Copiascolla che guarda il muro
Copiascolla che telefona al commercialista
Copiascolla che fa una bambolina wodoo a forma di commercialista
Copiascolla che disegna una rana
Copiascolla che sbuccia un mandarino
Copiascolla che consulta il vocabolario
Copiascolla che risponde a una mail
Copiascolla che chiama il bar
Copiascolla che lascia un commento su un blog
Copiascolla che sfoglia Vogue
Copiascolla che sfoglia Elle
Copiascolla che sfoglia Marie Claire
Copiascolla che sfoglia Archive
Copiascolla che firma un esecutivo
Copiascolla che beve dal collo della bottiglia
Copiascolla che mangia un grissino
Copiascolla che ride a voce alta
Copiascolla che risponde al telefono
Copiascolla che scrive una mail
Copiascolla che pensa un titolo
Copiascolla che gioca con le freccette
Copiascolla che telefona alla società elettrica
Copiascolla che telefona a un'amica
Copiascolla che si mette la giacca
Copiascolla che cammina sul marciapiede
Copiascolla che entra al supermercato
Copiascolla che esamina un pomodoro
Copiascolla che paga con la sua nuova carta di credito
Copiascolla che cammina sul marciapiede
Copiascolla che guarda il microonde
Copiascolla che parla con la bocca piena
Copiascolla che parla con il televisore
Copiascolla che aggredisce verbalmente un collega
Copiascolla che commenta la pettinatura di Brooke Logan
Copiascolla che si rannicchia sul divano della sala riunioni
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che dorme
Copiascolla che aggredisce verbalmente un collega
Copiascolla che scrive un post
Copiascolla che risponde a una mail
Copiascolla che scrive un post
Copiascolla che risponde al telefono
Copiascolla che scrive post
Copiascolla che risponde a un sms con una mail
Copiascolla che risponde a un sms con una mail
Copiascolla che risponde a un sms con una mail
Copiascolla che scrive un post
Copiascolla che dice cazzo
Copiascolla che scrive un pubbliredazionale
Copiascolla che scrive un pubbliredazionale
Copiascolla che scrive un pubbliredazionale
Copiascolla che gira il caffè
Copiascolla che lascia un commento su un blog
Copiascolla che raddrizza un accento
Copiascolla che risponde a una mail con un sms
Copiascolla che si chiude in bagno
Copiascolla che guarda fuori dalla finestra
Copiascolla che guarda fuori dalla finestra
Copiascolla che guarda fuori dalla finestra
Copiascolla che guarda fuori dalla finestra
Copiascolla che si lava le mani
Copiascolla che gira il caffè
Copiascolla che trova un refuso
Copiascolla che telefona a sua madre
Copiascolla che telefona a sua sorella
Copiascolla che telefona a sua nonna
Copiascolla che sbuccia un mandarino
Copiascolla che trova un refuso su un esecutivo
Copiascolla che insulta il fotolitista
Copiascolla che insulta lo stampatore
Copiascolla che insulta la signora delle pulizie
Copiascolla che prende un Valium
Copiascolla che prende un tram
Copiascolla che attraversa la strada
Copiascolla che guarda una vetrina
Copiascolla che risponde a un sms
Copiascolla che prova un paio di stivali neri
Copiascolla che prova un paio di stivali neri col pelo
Copiascolla che prova un paio di stivali neri con la punta
Copiascolla che prova un paio di stivali neri con gli strass
Copiascolla che paga con la sua nuova carta di credito
Copiascolla che cammina sul marciapiede
Copiascolla che infila le chiavi nella serratura del portone
Copiascolla che sale quattro piani di scale
Copiascolla che guarda le scatole delle scarpe
Copiascolla che fa la doccia
Copiascolla che si asciuga i capelli
Copiascolla che gira per la casa in mutande
Copiascolla che si infila le scarpe
Copiascolla che sale sull'auto di un amico
Copiascolla che chiacchiera
Copiascolla che chiacchiera
Copiascolla che chiacchiera
Copiascolla che scende dalla macchina
Copiascolla che ride in ascensore
Copiascolla che accarezza il gatto
Copiascolla che fuma una sigaretta
Copiascolla che versa il vino
Copiascolla che mangia insalata greca
Copiascolla che mangia moussaka
Copiascolla che mangia un dolcetto greco
Copiascolla che gira il caffè
Copiascolla che fuma una sigaretta
Copiascolla che cammina scalza
Copiascolla che si infila la cuffia
Copiascolla che prova il microfono
Copiascolla che ride
Copiascolla che dice una cosa
Copiascolla che fuma una sigaretta
Copiascolla che si guarda attorno
Copiascolla che ride
Copiascolla che dice una cosa buffa
Copiascolla che fuma una sigaretta
Copiascolla che butta giù il rum
Copiascolla che butta giù la pera
Copiascolla che fuma una sigaretta
Copiascolla che fa uno scherzo telefonico a Telemarket
Copiascolla che ride
Copiascolla che canta Mad World
Copiascolla che canta Mad World
Copiascolla che accarezza il gatto
Copiascolla che legge la biografia di una pornostar
Copiascolla che legge la biografia di una pornostar
Copiascolla che legge la biografia di una pornostar
Copiascolla che legge la biografia di una pornostar
Copiascolla che ride
Copiascolla che legge la biografia di una pornostar
Copiascolla che legge la biografia di una pornostar
Copiascolla che fuma una sigaretta
Copiascolla che beve un Cuba Libre
Copiascolla che dice una cosa
Copiascolla che beve il Cuba Libre della sua vicina di sedia
Copiascolla che tiene in mano un bastone da kendo
Copiascolla che si toglie la cuffia
Copiascolla che fuma una sigaretta
Copiascolla che si mette la cuffia
Copiascolla che dice il suo nome
Copiascolla che ride
Copiascolla che si toglie la cuffia
Copiascolla che fuma una sigaretta
Copiascolla che chiacchiera
Copiascolla che chiacchiera
Copiascolla che si mette la giacca

[Questo post è ispirato a The Six Minute Project, un serio esperimento sociologico che consiste nel fotografarsi ogni 6 minuti nell'arco delle 24 ore, per dimostrare a se stessi e agli altri quanto è prevedibile, automatica, inerte, noiosa e ripetitiva la propria esistenza. Che non si impara mai dai propri errori, che bisogna sempre improvvisare e che gli episodi degni di nota sono un'estrema, improvvisa, minoranza.]

spremuto da copiascolla, 16:35 | link | commenti (23)



Asèssuati 'stocazzo.

angelo

[Disclaimer: Il termine
cazzo è utilizzato
a puro scopo retorico.
Nessuna creatura celeste
ha subito maltrattamenti
durante la stesura
di questo post.]

spremuto da copiascolla, 18:28 | link | commenti (10)



Canta che ti passa

Francis1
Francis

Guardo le prodezze
dell'asinello parlante
con le ali

Avete domande
da porci che volano
nel ciel

Il tasso
paga le tasse a rate
a tasso zero

Alla fiera
dell'artigianato
vacci tu

Queste strane
cose vedo
ed altro ancòr

Du du du du du

spremuto da copiascolla, 15:28 | link | commenti (1)



La mezza stagione è passata di moda

Il bello e il cattivo tempo, a Milano, lo fa la moda: una perturbazione del comune buon senso, che si ripercuote con precipitazioni sparse su tutto il resto della penisola. E Milano la lascia fare, pur essendone la capitale. Ecco qualche esempio per favorire la comprensione di questo fenomeno meteorologico.

La moda, accidenti a lei, si abbatte periodicamente sulla città come un anticiclone, proprio quando la temperatura esterna è del tutto incompatibile con la possibilità di indossarla. Appena finisce la primavera, Milano si copre gli occhi di lana. Basta posarli su una vetrina ed ecco maglioni, sciarpe, piumini a tutto spiano. Giacche col pelo dentro e trentadue gradi fuori. Un’estate di San Martino sotto vetro, in pieno luglio. Affascinante. Viceversa a metà febbraio: manichini in costume da bagno guardano i passanti stringersi nei cappotti e soffiarsi il naso.

Nonostante le anticipazioni fuori stagione, la gente va ancora in giro imbacuccata quando fa freddo e leggera quando fa caldo. Asseconda più il clima che la moda. Toglie il cappotto e resta direttamente in mezze maniche, senza passare dallo spolverino. Ma c’è ancora qualcuno, ne sono sicura, che tiene un soprabito in fondo all’armadio. Il soprabito non può mancare in un guardaroba degno di questo nome. Il soprabito è un accessorio indispensabile nel caso, contro ogni previsione, la cara estinta mezza stagione resuscitasse all’improvviso.

Per ora, come vuole la moda, a Milano le stagioni sono due: l’autunno-inverno e la primavera-estate. E su questo non ci piove.


[Anche su E Polis Milano di venerdì 24 novembre, a pagina 6.]

spremuto da copiascolla, 17:31 | link | commenti (6)
editoria, milanesitudine, gaia giordani, e polis milano



Modelle con la XL

satisfashion

L’ho conosciuta, questa modella. Lei e la dozzina di splendide cicciottelle che hanno esibito la 46 e la 48 a Milano Moda Donna.

Le ho viste mangiare un bel piatto di pasta dopo la sfilata. Sono stata con loro tutto il pomeriggio sul set dello shooting per un redazionale.
Il tempo di digerire, insomma.

E non le ho mai viste vomitare, queste algide culone, fiere fino in fondo della loro taglia. Dentro e fuori dalle passerelle.


[Anche in versione integrale.]

spremuto da copiascolla, 17:47 | link | commenti (9)
pubblicità, grazia



Protosphyraché?

Protosphyraena

Il Protosphyraena è una bestiola dall'andazzo idrodinamico e il musetto affatto prominente. Come tutti gli actinopterigi, si ammanta di scaglie e gli piace muovere qua e là la coda. Precursore dell'attuale Barracuda, il nostro animale inventato ha smesso di insistere qualche milione di anni fa per estinguersi nel Cretaceo.

Invece no. Eccolo palesarsi tra i flutti australi. C'è scritto su E Polis di oggi a pagina 20.

Per chi si chiedesse che fine ha fatto la mia rubrica, tranquilli: esce domani. Spero.
La settimana scorsa è saltata per aderenza involontaria ma quantomai appropriata allo sciopero dei giornalisti. Categoria fossile alla quale, tra l'altro, appartengo men che il Protosphyraena a un espositore di alterigie in resina.

spremuto da copiascolla, 16:51 | link | commenti (1)
bestiario, e polis milano



1) Se non sei magra, non sei attraente
2) Essere magri è più importante che essere sani
3) Fai di tutto per sembrare più magra
4) Non puoi mangiare senza sentirti colpevole
5) Non puoi mangiare cibo ingrassante senza punirti dopo
6) Devi contare le calorie e ridurne l'assunzione di conseguenza
7) Perdere peso è bene, guadagnare peso è male
9) Non sarai mai troppo magra
10) Essere magri è simbolo di vera forza di volontà

Oppure

Ieri sera ho cenato presto, perché dopo cena dovevo lavorare. Sto scrivendo una cosa che mi piace. Bucatini all'amatriciana, un bicchiere di vino e una mela. Mentre scrivevo, ho mangiato mezza tavoletta di cioccolato nero senza quasi accorgermene. Un pezzetto tira l'altro. Poi verso mezzanotte mi è tornata fame. Mi sono alzata, ho aperto il frigo. Ho mangiato tre noci e un pezzo di formaggio. Sono tornata a letto e dopo un po' ho dormito.
(25 anni, 1.68 m, 52 kg)


Continua su Macchianera

[Disclaimer: nei commenti e in privato sono state mosse ottime critiche a questo post. A scanso di equivoci, il senso è questo.
Pro-Ana non è una filosofia alimentare, bensì una regola di vita. Le sue leggi sono spaventosamente "ragionevoli" nel contesto sociale in cui la magrezza diventa un canone estetico imprescindibile. "Se non sei magra, non sei attraente" non fa una piega. Questo decalogo è un crescendo di proposizioni che degradano nel patologico, esaltano la compulsione a pedere peso per raggiungere un ideale.
Io ho un comportamento alimentare "normale" e risulto sottopeso. Ho un metabolismo veloce e attraverso tutti i giorni Milano a piedi, faccio rampe su rampe di scale, una corsetta ogni tanto e non soffro di anoressia nervosa.
Il peso è un indicatore marginale di un disagio psichico estremamente difficile da individuare.]

spremuto da copiascolla, 10:44 | link | commenti (10)
macchianera



Incontri che non avresti mai detto

Sabato notte di ritorno da Sabatonotte, incontro mio fratello sotto il portone di casa. Di casa mia. Alle 3,45. Con un'altra. Un'altra che non sono io. Molto carina, tra l'altro. Uèh dico, con tutti i palazzi che ci sono a Milano, proprio nel mio dovevi trovartela?

Stamattina il Topo ha incontrato Calderoli in Autogrill e si è trattenuto dal dirgliene quattro.

spremuto da copiascolla, 17:14 | link | commenti (3)
gentaglia, macchianera



Ah. Sì. Così. Così. / bis

Ieri sera a Che tempo che fa, Luciana Litizzetto ha spiegato come fingere l'orgasmo. Ha passato in rassegna i diversi tipi di vocalizzi e si è addirittura esibita in rantoli e ansimi sotto la faccia di Fazio, imbalsamato nel suo mezzo sorriso da Fazio su quella solita faccia da Fazio.

La scorsa primavera, Giuppy Izzo - voce della Tim e di una sfilza di attrici tra cui Meg Ryan - sale sul palco del Radiofestival e ritira il premio come Speaker dell'Anno. All'improvviso si spengono le luci e - sorpresa! - il megaschermo trasmette il finto orgasmo di Harry ti presento Sally. Il pubblico ride, Giuppy diventa viola. Visibilmente imbarazzata, spiega: "Questa scena mica l'ho doppiata io." Anche qui presentava Fazio.


[Disclaimer for dummies: Mi hanno detto che la gente non è pagata per pensare. Mi hanno detto di badare meno alla forma e più al contenuto. Accontentàti: un post sconclusionato, a base di argomenti porno, scritto peggio che posso. Prevedo l'impennata di accessi come è già successo.
Se andiamo avanti così, smetterò di scrivere. Giuro.]

spremuto da copiascolla, 10:42 | link | commenti (11)
polemiche, gentaglia, pubblicità



Schermaglie

televisore

Luca Mastrantonio, su Il Riformista di ieri, prima spezza una lancia in favore delle case editrici on-line e poi scaglia una pietra contro le l'abbassamento della soglia di pubblicabilità di testi su carta "in nome di un diritto quasi biologico a vedere la luce. Fosse pure quella di uno schermo." Per quanto mi riguarda, non mi dispiacerebbe affatto trasferire le mie parole dallo schermo del computer a quello del televisore.

Luca Lucini, regista di pubblicità oltre che di cinema, lamenta la penuria di buoni sceneggiatori in Italia. Un giorno su un set mi dice scrivi qualcosa tu. Il suo prossimo film sarà di nuovo l'adattamento di un romanzo, pare. Straniero, stavolta. Dubito che la sceneggiatura sarà affidata all'autore, ma non si sa mai. Moccia, per dire, il suo 3MSC se l'era adattato da sé.

Luca Sofri racconta, su Vanity Fair e di là da lui, come internet stia “smontando†la televisione. Molti altri schermi e "microschermi come quelli del telefonino e dell'iPod" trasmettono parole, suoni, immagini nate per la televisione. Senza più limiti di orario e di interruzione. Ora, uno come Matteo, che scrive per la rete, la radio, la carta e la televisione. E gira gira, tutto gli ritorna in rete. Cosa dirà lo schermo del suo computer?

spremuto da copiascolla, 11:32 | link | commenti
editoria, gentaglia, pubblicità



Quando un amico scrive un libro e ti regala le bozze, tu non fai finta di averle lette. E nemmeno le apri a caso e ne metti un pezzo tra virgolette. Fanculo queste rime. Mi vengono a forza di leggere poesie, perdonami. Prendiamo Digerisce durissimo ferro, di Marianne Moore. Ti faccio il riassunto. Dice dello struzzo. E quale altro uccello, altrimenti, digesce durissimo ferro? Questo uccello, vigila i suoi piccoli con materna attenzione. Proprio come fai tu con le parole.

Comica testa d’anatroccolo che sul lungo collo gira come l’ago della bussola. Non sembri per niente tu. Sembra più me. Seicento cervelli di struzzo, continua, danno un senso drammatico a un simbolo che sfugge sempre ai superficiali. Cosa vuol dire? Tu hai capito. Andiamo avanti. La potenza del visibile è l’invisibile, l’eroismo è una qualità estenuante eccetera. Qui la poetessa morta cade nella banalità. Cade morta. Poco prima che tu nascessi, tra l’altro. Scrive cazzate. Scrive poesie.

Stiamo parlando del tuo libro, credimi. Facciamo finta che sia il primo. Tu, come lo struzzo, non metti la testa sotto la sabbia né – parafrasando me stessa – scappi via dalle cose che ti fanno paura o semplicemente rabbia. Tu le scrivi. E io, che ho le bozze da venti giorni, non le ancora lette. Parlano degli anni di piombo e di pochi anni fa. Anche lo struzzo ha le piume color del piombo. Vedi, la differenza tra te e me. Io scrivo cazzate. Io scrivo poesie. Io scrivo parole. Tu scrivi cose.


Demetrio Paolin
Una tragedia negata
Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana.
www.vibrisselibri.net

Presentazione giovedì 16 novembre a Roma,
ore 11.30 presso il Caffè Fandango (Piazza Pietra 32/33).
Interverranno Giulio Mozzi, Lucio Angelini, Gaja Cenciarelli,
Demetrio Paolin, Filippo La Porta e Loredana Lipperini.

Chi può, ci vada.

spremuto da copiascolla, 02:13 | link | commenti (8)
recensioni, libri, editoria, gentaglia



Condizioni per scrivere d'attualità

Per scrivere d'attualità, servono le conoscenze. Non serve sapere nulla, bastano gli agganci giusti et voilà il pezzo è fatto. Ingredienti in ordine alfabetico: un amico giornalista famoso che firmi il pezzo e se ne prenda la totale responsabilità, un amico avvocato figlio di un magistrato per eventuali querele, un amico copywriter nell'agenzia di pubblicità che ha lanciato il mensile in questione e un'amica nella redazione, un amico bloggher con almeno mille accessi per sollevare il polverone nel sottobosco. Manca solo un amico amministratore delegato del gruppo editoriale in diretta concorrenza, se mai ce ne fosse uno, e poi ci siamo. Oppure: nonostante la teoria dei sei gradi di separazione, ci sono tempi di indagine così lunghi che della notizia in questione non gliene sbatterà più un corno a nessuno. No dai, scherzavo. Se non si fosse capito, ce l'ho con Velvet. Senza motivo, peraltro. D'altronde, è lunedì per tutti.

VS


L'ineluttabile necessità di letterarsi

Il semplice e crudo piacere di leggere può essere paragonato al piacere che una mucca prova mentre bruca, diceva il buon Chesterton. Peccato che libri suoi, in Italia, non se ne trovino. Se qualcuno di voi duecentocinquanta che passate di qui ogni giorno, aveste per caso una copia di "Le avventure di un uomo vivo", o voleste darvi la pena di andarmelo a cercare oltremanica, sappiate che sono disposta a infilarmi nel vostro letto con due gocce di Chanel #5 e il mio più bel paio di niente addosso. E concedere a voi porci maniaci in questione, il privilegio di leggermene un pezzetto della buonanotte. Tutte le sere da qui a per sempre. Va bene un pezzetto qualunque. Come quella sera d'erba. Tuttora rumino parole senza capirne il dove. Eppur si muove. [Al diavolo le riviste, gli articoli e tutto il resto. Rivoluzione! Grazie, Pietro.]

spremuto da copiascolla, 11:16 | link | commenti (10)
polemiche, libri, editoria, gentaglia



La Repubblica delle percentuali

Da quando Il Corriere è un quotidiano di sinistra, leggo La Repubblica.
Oggi esce con Velvet, diretto dalla Gattermayer. E' il primo nome che le è venuto in mente, dice. Io, quando mi chiedono di trovare un nome - di un nuovo locale, di una polizza assicurativa, di una merendina - ne penso 100, ne propongo 10 e il cliente ne sceglie 1. E infatti io non sono mica la Gattermayer.

Ad ogni modo, Velvet racconta la moda. Non detta le regole. Intanto è uno spataffione di 580 pagine che pesa un quintale. Non si riesce a infilarlo in borsa né in mezzo al giornale. E le inserzioni pubblicitarie sono l'85%. Per dire.

Da quando ho smesso di credere all'oroscopo, leggo repubblica.it.
Ieri e oggi c'è stato il Forum IAB (Interactive Advertising Bureau) e il marito della mia ex capa ci ha fatto un bel pezzo sopra. Riassumendo, gli investimenti pubblicitari in rete sono il 2%, quelli in tv il 60%, il rimanente 48% si divide tra stampa e radio. Ambient media, nuovi supporti e altre figate varie, sono uno zero virgola. Ti pareva.

Ad ogni modo, chi arriva all'articolo dal link in home page, si becca un interstitial di 5 secondi. Per essere un 2% è una bella perdita di tempo. E un'ineluttabile rottura di palle.

spremuto da copiascolla, 12:07 | link | commenti (27)
editoria, gentaglia, pubblicità



Grande grande grande

In amore le dimensioni contano, eccome. Anche quando si tratta di rapportarsi con una città. Milano, naturalmente, si crede enorme. E perfetta. Invece è una città egoista e prepotente, la vuole sempre vinta lei. I suoi difetti sono talmente tanti. Ma c’è di buono che, al momento giusto, sa diventare un’altra versione di se stessa.

Per questo si può amarla e odiarla contemporaneamente. Proprio come canta Mina - ti odio e poi ti amo e poi ti odio e poi ti amo - si può preferirla col sole e maledirla quando piove. Si può apprezzarne un aspetto e detestarla nel suo complesso. O viceversa. Dipende da come la si guarda. Amare o odiare Milano è una questione di punti di vista.

L’amore per Milano è presbite. Vista da Parigi, da New York, da Tokio, Milano è un rettangolino ristretto al quadrilatero. È dove si va per portarsi a casa un paio di scarpe italiane. Sono le guglie del Duomo che svettano sopra i tetti anziché spuntare dal loro attuale incarto. Vista da lontano, ha la suggestione di una cartolina e le misure di un francobollo.

L’odio per Milano, invece, è miope. Bisogna avvicinarsi parecchio per detestarla come si deve. Altrimenti rischia di apparire il clichè sfuocato della metropoli, un agglomerato di palazzoni e basta. Vista da dentro, invece, riesce a sembrare un groviglio di sensi unici e un brulicare di sconosciuti. Esattamente come Parigi, New York e Tokio.

Milano, insomma, sei grande grande grande solamente tu, un corno. Vista sotto ogni aspetto, sei una grande città come tutte le altre. Però più piccola.


[Anche su E Polis Milano di mercoledì 8 novembre, a pagina 6.]

spremuto da copiascolla, 09:47 | link | commenti (12)
editoria, milanesitudine, gaia giordani, e polis milano



Mala notte ma la notte no

Milano di notte non è affatto pericolosa. Fate una prova: sedetevi sui gradini davanti al Duomo e aspettate che qualcuno venga a sbudellarvi. Ecco, laggiù in via Dante, un tizio che parla da solo, tenendosi una mano su un orecchio e gesticolando con l’altra. Fantastico, sembra proprio uno squilibrato appena evaso da un manicomio. Mentre si avvicina, realizzate che sta semplicemente conversando al telefono, accidenti.

Non disperate, alle vostre spalle passa una signora sui tacchi e vorrà di sicuro infilarvene uno nella giugulare. All’improvviso si blocca, strabuzza gli occhi e ringhia. Perfetto, è pazza, pensate. Invece è rimasta incastrata con un tacco in una grata. Vi precipitate a soccorrerla e vi beccate una borsettata in faccia. Ommioddìo, si scusa. Vi credeva un maniaco depravato, dice. Estrae dalla borsetta un paio di scarpe basse, se le infila e riparte.

La piazza adesso è vuota. Ci siete solo voi, il furgoncino dell’Amsa e la volante della Polizia parcheggiata come sempre davanti alla Galleria Vittorio Emanuele. Ahimè, stasera vi è andata male: in pieno centro ci sono meno malviventi del previsto. Riprovate domani, magari altrove. Per oggi non vi resta che tornare a piedi fino al vostro appartamento, sperando che qualcuno vi derubi appena svoltato l’angolo o vi squarti sotto il portone.

State per alzarvi, quando vedete due uomini in divisa blu venire verso di voi. Vi informano in coro che è severamente vietato sedersi sulle scale davanti al Duomo. C’è tanto di cartello. Delinquenti che non siete altro.


[Anche su E Polis Milano di venerdì 3 novembre, a pagina 6.]

spremuto da copiascolla, 10:32 | link | commenti (7)
editoria, milanesitudine, gaia giordani, e polis milano



Divergenze

Copiascolla espone due volte lo stesso testo, con due titoli diversi, in due posti diversi, con due identità diverse. La prima volta su Sacripante due anni fa. La seconda su Macchianera lunedì scorso.

Pubblico e critica non sono d'accordo. Come volevasi.

[Notiamo con quale ferocia è avvenuta la stroncatura da parte del Lettore Minimale, un organismo celenterato pluriencefalico legittimato all'onere di recensire a lapidate, protetto da un rassicurante anonimato. La supponenza dell'autore passi pure per presunzione. Ma dico io, almeno il coraggio delle proprie parole.]

spremuto da copiascolla, 10:57 | link | commenti (19)
recensioni, polemiche, macchianera







Licenza Creative Commons