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Cose molto brutte che mi sono state dette oggi.
Il mio capo: Ma allora non servi a niente. Un amico: Noi due non siamo amici. Una voce registrata: Il suo credito sta per terminare. Un passante: Quanto vuole?
Chi desiderasse infierire oltre, approfitti dei commenti.
spremuto da copiascolla, 18:36 | link | commenti (25)
Copiascolla segue la mancuspia in un cunicolo di collasso spazio-temporale e si ritrova nel 1982. Questo post spiega perché le persone molto intelligenti sono emotivamente instabili e psicologicamente dissociate.
Cucina della casa di Copiascolla. Seduta sul caregòn (seggiolone, NdT) rifiuta il cibo. La mancuspia a grandezza naturale si mimetizza con il battiscopa. La madre di Copiascolla tiene in mano le figurine gommose degli Aristogatti in regalo con il Formaggino Mio e le sventola davanti alla figlia.
MdCs – Chi è questo bel micino? Cs – Dudù! MdCs – Sììì... E’ Minou! MdCs – E questo chi è? Cs – : O MdCs – Lo so, è difficile. Cs – : ? MdCs – Ti do un aiutino. Comincia con la emme. Cs – Dà! MdCs – Bravissimaaaaa! E’ proprio Matisse. Cs – : )))
Arriva il padre di Copiascolla con un campanaccio in mano.
Sfx – Dlèn dlèn dlèn!
PdCs – L’intervallo è finito! Cs – Dadàààààà! : D PdCs – Come sta il mio ometto? MdCs – Smettila, la confondi. Sei una bambina, tesoro, Capito? Una femmina. PdCs – Non darle ascolto. Tu diventerai proprio come il tuo papà. Un genio.
La mancuspia scopre di avere la coda e la inaugura per tirare giù i ragnetti dagli angoli del soffitto di sua spontanea volontà.
PdCs – Dunque, dov’eravamo rimasti. Ah sì, il principio di indeterminazione di Heisenberg. Cs – : ((( PdCs – Non fare quella faccia. La meccanica quantistica è necessaria per il tuo corretto sviluppo neuronale. Io alla tua età avevo già teorizzato il dualismo ondulatorio-corpuscolare. Cs – : O
spremuto da copiascolla, 12:27 | link | commenti (10) dialoghi, mancuspia
 Il mio capo mi ha regalato un talismano contro i refusi. Si chiama Ti-picchio.
spremuto da copiascolla, 18:00 | link | commenti (16)
Copiascolla si comporta da impiegata modello per ben due giorni di seguito e riceve in omaggio dal Capo del Capo del suo Capo due biglietti per un concerto che inizia tra mezzora. Questo post parla di mio fratello.
Scena 1. In macchina.
FdCs – Finalmente cazzo, sono qua sotto da tre ore. Cs – Non trovavo i sandali. Dai, prendi i Navigli che facciamo prima. FdCs – Vederli, questi trampoli? Approvo. Cs – FRENA! FdCs – Calmìna. Cs – Guidi come un pazzo. FdCs – Te l’ho detto che mi hanno rubato la decappottabile? Cs – Cento volte. E’ passato un anno. FdCs – Sette mesi. Ma quando ci penso mi fa ancora male qui.
Il fratello si tocca il cuore da sopra una maglietta a righe. Copiascolla fruga in borsa alla ricerca del pacchetto di sigarette. La mancuspia rannicchiata nel vano portaoggetti pratica dell’autoerotismo con un portachiavi fatto a Pù dei Teletubbies.
FdCs – Cosa andiamo a vedere? Cs – Un concerto. FRENAAAAA! FdCs – Di chi? Cs – SCENDI. GUIDO IO.
Scena 2. Al bar.
FdCs – Fico qui. Cs – Cosa bevi? FdCs – Un Negroni. Cs – Toh! C’è l’open bar. FdCs – Allora tre Negroni.
Scena 3. Sempre al bar.
FdCs – Chi ha spento la luce? Cs – Basta bere. Capito? Quante dita ho? FdCs – Nessuna. C’è buio. Ehi, sento una musica. Dove siamo? Cs – Esatto.
Scena 4. In tribuna vip.
FdCs – Chi sono quelli là lassotto? Cs – E’ la gente. Siamo a un concerto, ce la fai? FdCs – No, quelli sul palco. Cs – Ah. E’ Carmen Consoli. FdCs – VAI CARMENSITAAAAAAA! Cs – … FdCs – Perché canta così?
Scena 5. Sempre in tribuna vip.
FdCs – Per esempio, cosa ci facciamo noi quassù? Cs – In che senso? FdCs – Cioè, cosa c’entra la tribuna vip? Molto meglio là in mezzo alla folla in delirio. Nel vivo della bolgia. Corpi sudati che si strusciano. L’emozione di passarsi una buona canna tra sconosciuti. Cs – Vai. Cosa aspetti? Vai pure là tra i drogati. Ti aspetto qui. Vai!
Il fratello lancia un’occhiata carica di desiderio verso il pubblico formicolante. Il lungo braccio meccanico con un occhio in cima pettina la folla a sfioro. E’ il dolly. Un osservatore attento può distinguere Dolores avvinghiata alla macchina da presa, posta alla sua estremità. Sua del dolly.
FdCs – Guarda quel tizio lì, quello pelato tre file avanti. Cs – Cos’ha? FdCs – Sta pippando. Cs – Cos’è che fa? FdCs – Tira di coca. Cs – Ti sbagli. FdCs – … Cs – Ommioddìo è vero, sta tirando di coca. Che mondo di merda. FdCs – Visto? Tu e la tua tribuna dei vip del cazzo. Cs – Comunque non mi stupisco. Viviamo in un Paese in cui l’alcool è perfettamente tollerato. E pensa che fa molti più morti della droga. Senza contare la dipendenza. Quando vedo queste cose mi sento proprio così, come questa canzone. Mi sento triste, annoiata e asciutta. FdCs – Ti prendo una birra. Torno subito.
spremuto da copiascolla, 09:20 | link | commenti (11) dialoghi, mancuspia
Smaltato di fresco nella stessa tinta del 14.06.2004 VerdeVerde vibra di pace. E' la lunghezza d'onda della serotonina. Incontro di giallo e blu, di gioia e infinito. Si perde nelle distanze d'oltremare e s'inabissa in precipizi d'isterìe. Come la risata da profondità ma senza la risata. Giallo è anche pazzìa. Blu è anche limite. Il verde è ricerca, mantenimento e restaurazione. Sa di foglia. Linfa. Buccia. Tè. Sa di avocado maturo e grasso. Sa d'erba. Verde è intarsio, giunchiglia e motivo. Se avrò un foulard, lo avrò verde. Se sono stanca, riposo nel verde. Il se è verde. Anche il sonno è verde. Poi c'è un sogno e poi torna tutto verde. Anche il veleno. Anche la lucertola è verde. La melma è verde. Il pomodoro è verde. Mia madre quando è triste, anche lei è verde. Il cielo nel pozzo. L'occhio del camaleonte. Le ali del drago. Gli alambicchi strani e le muffe. Nessun mammifero è verde. Il verde è una predisposizione che viene dopo. ore 12:42 commenti (7)
spremuto da copiascolla, 11:10 | link | commenti (10)
Copiascolla in questi giorni scrive poco perché sta girando un film. Inoltre, sappiamo tutti che dopo alcuni pezzi molto divertenti, ce n’è sempre uno che nonostante alcune sporadiche battute qua e là, nel complesso non fa ridere per niente. E’ questo.
Cs – Yuuuu-hùùùù! CdCs – Cosa ci fai qui? Non dovevi andare sul set? Cs – Sono venuta a vedere come sta Dolores. Hai fatto la nanna, tesoro? CdCs – Ecco brava, portatela via che oggi dà i numeri. Cs – Cos’ha? CdCs – Fa così col culo. Cs – Così come? CdCs – Vedi, mi monta! Cs – Ah, ho capito. Da quando la lascio a dormire qui, non chiude occhio poverina. Così le metto su un film porno in sala riunioni. Va in loop tutta la notte. CdCs – E perché? Cs – Non c’è altro! E poi ha un suono familiare, così si sente a casa. CdCs – Ma se abbiamo centinaia di showreel! Cs – Non ci ho pensato. In effetti fanno venire molto sonno. CdCs – Vai che è tardi. Ti raggiungo dopo, forse. Salutami Sandro. Cs – Mi porti? CdCs – Non posso! Ho da fare. Chiama un taxi. Cs – Quale taxi? Oggi c’è lo sciopero dei mezzi e non c’è un taxi a pagarlo oro. Ti supplico, è qui vicino. CdCs – Vai a piedi. Cs – Ho i tacchi. CdCs – Il portinaio ha una bici. Vai con quella. Cs – Non se ne parla. E’ da sfigati. E poi non c’è neanche il cestino per Dolores! CdCs – La attacchi al manubrio. Cs – Attaccati tu al manubrio! Io in bici non ci vado. Dai, portami! CdCs – E va bene, va beneee. Ti porto. Andiamo. Cs – Grazie Topo! Vieni Dolores, si va con Topolino. Ci porta Topolino bello con la sua moto! Brum brùùùm! Dai un bacino a Topolino! Topolììììì… CdCs – Stai lontana con quella bestia! Cs – Va bene. Dolores, lasciamo stare Topolino che è isterico. CdCs – Sei tu che mi fai venire i nervi. Prima ero calmo. Prima di conoscerti, intendo. Maledetto il giorno… Quando ti scade il contratto? Cs – Inizio a scendere.
Copiascolla pianifica un’uscita teatrale. Apre il secondo cassetto con una rotazione del braccio parecchio enfatica. Ne tira fuori un tubetto di Pasta del Capitano e fa il gesto di sventolarsi con il medesimo. Esegue un ronde-de-jambe e un pliè sul posto. Topo tira un porco. Copiascolla infila nell’ordine: il marsupio della Filmaster, la mancuspia nel marsupio, il dentifricio tra le sgrinfie della mancuspia, la porta.
Stacco. Siamo sul marciapiede sotto l’ufficio.
CdCs – Il casco. E’ rimasto su. Cs – Chiamalo, magari scende da solo. CdCs – Spiritosa. E’ il tuo casco, comunque. Il mio è sotto la sella. Cs – Vai a prendermelo tu? Ho i tacchi. CdCs – Ancora con questi tacchi.
Copiascolla infila le chiavi nella serratura della sella e la fa scattare. Tira fuori il casco da sotto la sella e ci butta dentro il mazzo di chiavi. Chiude la sella. Marco suona il citofono.
CdCs – SONO MARCO. BUTTAMI GIÙ IL CASCO. E’ NEL MOBILE SOTTO LA STAMPANTE. Cs – Tornando ai tacchi, ti ricordo le tue esatte parole: “Come pensi di fare carriera se vieni al lavoro in ciabatte.” Ad ogni modo, anche le infradito possono essere molto professionali. CdCs – Erano pantofole a forma di coniglio! Cs – E’ successo una volta sola. CdCs – E quella volta del pigiama? Cs – Non era un pigiama! Tu di moda non ne capisci niente! CdCs – GRAZIE! TORNO SUBITO. Andiamo. Cs – E comunque avevi perfettamente ragione! CdCs – Come sempre. Chiudi bene il casco. Cs – E’ scientificamente provato che curare il proprio aspetto sul posto di lavoro aumenta del 50% le probabilità di avere un aumento di stipendio. CdCs – Non è il tuo caso, fidati. Dove sono le chiavi? Cs – Le avevi tu! CdCs – No, le ho date a te. Le hai usate per tirare fuori il casco da sotto… NO! Cs – Cosa no? CdCs – Dimmi di no. Cs – No, Topo. No. CdCs – NOOOOOOOOO! Cs – No no, stai calmo. Ti dico di no. No e no. No! CdCs – Deficiente! Cs – Eh? CdCs – Hai chiuso le chiavi sotto la sella. Cs – E allora? Basta aprirla di nuovo! CdCs – Con cosa, accidenti? Le chiavi sono lì dentro. Cs – Non hai un mazzo di riserva? CdCs – E’ a casa. Cs – Tu sei deficiente. CdCs – No, tu! Cs – TU! CdCs – TU! Cs – Tu di più.
Passa una sciùra.
CdCs – … Cs – … CdCs – … Cs – …
La sciùra svolta l’angolo.
CdCs – Idiota! Cs – E’ colpa tua! CdCs – No, tua! Cs – Tua! CdCs – TUAAAA! Cs – AAAAAAAAAAAA! CdCs – La finiamo? Cs – Va bene. CdCs – … Cs – … CdCs – Come facciamo adesso? Cs – Pensiamo. CdCs – … Cs – … CdCs – … Cs – … CdCs – … Cs – Perché mi guardi così? Sto pensando. CdCs – Ci sono! Cs – … CdCs – Togliti uno stivale. Cs – Eh? CdCs – Toglitelo ti ho detto. Cs – Ecco. Cosa te ne fai? NOOO, così lo rompi! CdCs – Un colpo di tacco… et voilà!
Il tacco schizza via e atterra in un vaso di fiori situato dalla parte opposta del marciapiede.
Cs – Cos’hai fatto? CdCs – Si è rotto. Cs – I miei stivali nuoviiiiiihihiuubububùùùùaaaaaaa… CdCs – Non piangere. Te li ricompro. Cs – Era l’ultimo numeroooohohohhouùùùaaaa… CdCs – Mi dispiace, io… Cs – Sei un mostro. CdCs – Siamo pari! Cs – Ti odio! CdCs – Ehi, mi è venuta un’idea. Cs – Un’altra? Se è come quella di prima… CdCs – Dammi il dentifricio. Cs – Cosa te ne fai, sentiamo? CdCs – Il mostr… Dolores, dico, ha il becco, cioè il musetto appuntito, giusto? Cs – Vai avanti. CdCs – Se noi mettiamo un po’ di dentifricio sulla serratura, lei si avvicinerà per mangiarselo e spingerà col grugn… col muso. Cs – Sì. E allora? CdCs – Allora farà scattare la serratura e saremo tutti felici e contenti! Cs – E’ una pessima idea del cazzo. Non scatterà un corno. CdCs – Proviamoci almeno.
I due ci provano e funziona. Fine. Il film uscirà a settembre. Dolores è quella che si accoppia furiosamente con il packshot. Sto pensando a un finale alternativo ma non mi viene in mente niente. E’ tardi, buonanotte.
spremuto da copiascolla, 11:41 | link | commenti (11) dialoghi, mancuspia
Scritture di Strada a Milano Chi scrive non può capire. Ragazzi arabi ci hanno fatto un sorriso arabo e scritto un pensiero arabo in arabo. Altri ragazzi non ci hanno cagato per niente. Chi scrive per soldi non può capire chi scrive per sé. Vecchi partigiani hanno zoppicato fino al nostro tavolo, senza abbastanza mani né occhi. E i nostri occhi hanno raccolto le loro storie e le nostre mani hanno visto una memoria che si è fatta voce e la voce incanto e l’incanto parola e la parola segno e il segno inchiostro. Altri vecchi non ci hanno cagato per niente. Chi scrive per gli altri non può capire chi scrive per soldi. Bambini hanno pescato parole di carta da una scatola di cartone e hanno inventato rinoceronti e boschi. Manine troppo piccole per le parole, dentro la tempera e splat sul foglio. E ancora tempera e foglio, tempera e foglio, pantaloncini e faccia. Tutti i bambini invece ci hanno cagato parecchio. Chi scrive non può capire. Chi ha capito, non sa scrivere.
spremuto da copiascolla, 12:35 | link | commenti (9)
Questo episodio è un po’ lungo, quindi se non volete leggerlo vi capisco.
Cs = Copiascolla Wd = Wonderdany. Migliore amica di Copiascolla da tempo immemore, vera responsabile dell’orientamento professionale e dell’eccessiva quantità di scarpe di Copiascolla. Il suo motto è: “Prima o poi l’uomo della tua vita ti piomberà in testa come un tegolino.” Attualmente frequenta il primo anno fuoricorso della facoltà di Odontoiatria. CdCs = Capo di Copiascolla aka Marco aka Topo.
Cs – Topo, sono preoccupata per Dolores. CdCs – Cos’ha? Cs – Non si lascia allattare! CdCs – Magari alle puzzole non piace il latte. Vado a farle un caffè! Cs – Non essere sciocco.
Copiascolla compone a memoria il numero dell’Ospedale di Borgo Trento a Verona.
Cs – Pronto? Sì salve, Vorrei parlare con la dottoressa S******. E’ un’emergenza. Grazie. Sono sua madre. Sfx – Samuèèèèr overdereinboooùùùùùùù descàààààiiiisblùùùùùùù Wd – MAMMA, DAI CHE HO FRETTA! Cs – Sono io. Wd – Ah, ciao! Un attimo. TENGA LA BOCCA APERTA, MI RACCOMANDO! E TU, STERILIZZAMI LA TURBINA. Cs – Sei hai da fare ti chiamo dopo. Wd – No, ho appena finito di trapanare. Credevo che fosse mia mamma. Mi chiama in continuazione per chiedermi cose idiote. Tipo dove ho messo le chiavi della macchina e perché il frullatore non va più come prima. Cs – Dai, perdonala. La mia è uguale, si preoccupa… Wd – E’ lei che mi preoccupa. Seriamente! L’altro giorno ero in radiologia e stavo per fare un’ortopantografia a un tipo. A un certo punto sento l’interfono del reparto che gracchia il mio nome a tutto volume. Corro al centralino in preda al panico e indovina? TENGA LA BOCCA SEMPRE APERTA, EH? NON LA CHIUDA PER NESSUN MOTIVO. IL MIO COLLEGA LE ASPIRERA’ IL GRANULOMA PERIAPICALE IN UN BATTER D’OCCHIO. Cs – … Ws – Cosa ti stavo dicendo? Cs – Dell’ortopantoqualcosa a un tipo. Ws – Ah, sì. Molto carino, tra l’altro. Prima di slogarsi la mascella in quel modo. Ma dimmi di te. Cs – Tutto bene, mi serve un’informazione di tipo medico. Ws – Spara! Cs – Cosa mangiano le puzzole? Ws – Topi morti, credo. Cs – E i cuccioli? Ws – Oddìo mio, spero di no. E’ contro natura! Anche se alcuni roditori in effetti lo fanno. Le musteliadi però non so, dovrei controllare… Cs – Intendevo cosa mangiano i cuccioli di puzzola. Ws – Ah. Giusto. Uhm… Latte, direi. Come tutti i mammiferi. Tranne forse il capibara. Perché? Ti sei presa una puzzola? Cs – No no, è solo una curiosità. Non c’è un veterinario lì da qualche parte? Wd – Veramente no, ma posso chiedere giù in pediatria. Cs – Sei un tesoro! Wd – Scendo un attimo e ti richia… EHI! NON LA CHIUDA LE HO DETTO! PER FAVORE, ACCIDENTI! Wd – Certi pazienti sono un incubo. E poi dicono di noi dentisti. Secondo te è così difficile tenere la bocca aperta per qualche minuto? Cs – A volte è più difficile tenerla chiusa. Ws – Buona questa! Potresti farci un titolo. Cs – Oh, grazie. Ws – Prego. Cs – Dicevo a Marco, mi ha portato il caffè. Wd – Massimo tre al giorno, mi raccomando che troppi caffè fanno male ai denti. Poi lavateli subito, capito? Guarda che me ne accorgo! Cs – Sì, dottora! Wd – Lo usi il filo? Cs – Ehm… qualche volta. Wd – E devi spazzolarti bene anche la lingua per contrastare la proliferazione dei batteri tra le papille. Ricordati sempre che l’igiene orale è come il sesso orale: mai sottovalutare la lingua! Cs – Parole sante. Wd – A dopo, allora. Cs – Sì, grazie mille.
Copiascolla riattacca, trangugia il caffè, apre il secondo cassetto, tira fuori lo spazzolino, prende il dentifricio e ne spreme un vermicello sulle setole. La mancuspia scatta in piedi nella cesta. Copiascolla esce dalla stanza. Passano due secondi.
CdCs – NO! Cs – Cosa? Cosa c’è? Non posso allontanarmi un attimo che… CdCs – SPUTA! Cs – Oddìo cosa le stai facendo? CdCs – Si è presa il tuo dentifricio. LASCIA! Cs – Dolores, tesoro mio. Potresti gentilmente sputare il tubetto? Per favore. CdCs – Si vede proprio che non hai figli. Più carisma! Devi farle capire chi è che comanda. DOLORES! SPUTA SUBITO IL TUBETTO O TI AMMAZZO. Cs – Non ti caga. CdCs – Aiutami. Io la tengo ferma e tu glielo tiri via. Cs – E se mi morde? Tiraglielo via tu. Io la tengo ferma. CdCs – Oh-issa!
La mancuspia ne molla una delle sue. Copiascolla viene investita in pieno dalla zaffata pestilenziale e stramazza al suolo con un tonfo. La bestiola sgattaiola sotto il termosifone, afferra il tubetto di dentifricio tra le sgrinfie e cerca di svitare il tappo agitando il muso in senso antiorario. [Che intelligente! NdA]
Cs- Co-cos’è successo? CdCs – Ha spruzzato! Non le hai disinnescato il posteriore? Cs – Ehm… No. CdCs – E quando pensi di farlo? Cs – In realtà… Mai. Insomma, privarla del suo meccanismo di difesa potrebbe compromettere per sempre il suo istinto di conservazione! Come posso impedirle di esprimere la sua natura? CdCs – Asportandole le valvole puzzolifere! Un intervento semplice e indolore, praticabile in anestesia locale. Cs – Si chiamano ghiandole paratoidi. E comunque intendevo che è moralmente scorretto praticare qualunque forma di amputazione sugli animali. Tu saresti contento se ti staccassero, che ne so, le palle? CdCs – Non ce n’è bisogno. Ci pensi tu a farmele cadere più volte al giorno. Cs – Guarda che non mi offendo. CdCs – E dimmi, se ci tiene tanto a sopravvivere perché vuole suicidarsi col Mentadent? Cs – Intanto è un Colgate. E se finora è l’unica cosa che ha messo in bocca, un motivo ci sarà! Forse ha carenza di fluoro o di cosa diavolo c’è lì dentro. Magari i microgranuli sono alla base dell’alimentazione delle puzzole! Cosa ne sai tu, eh? Cdcs – … Cs – E poi, un po’ di dentifricio non ha mai fatto male a nessuno. Io da piccola ne ho mangiato a tonnellate, quando andavo all’asilo. E vedo che non mi è successo niente.
Copiascolla acchiappa la mancuspia e se la prende in braccio. Svita il tappo e le avvicina alle fauci l’estremità del tubetto. La creatura socchiude le palpebre e succhia forte. Suona il telefono.
Cs – Rispondi tu che ho le mani occupate. CdCs – Pronto? Prontoooooo? Cs – Chi era? CdCs – Boh, è caduta la linea.
Risuona il telefono. Copiascolla distende la mancuspia sulla scrivania e continua ad allattarla con una mano. [Tutte queste escursioni intertestuali apparentemente inutili torneranno buone un domani per farci un cortometraggio, mi rendo conto che è un’eventualità molto improbabile ma non si sa mai. Topo, potresti proporlo alla nostra casa di produzione, per esempio, che ne dici? Pensaci. NdA] Con l’altra solleva il ricevitore.
Cs – L’utente desiderato non è al momento raggiungibile. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico. Biiiip. Wd – Ehm… ehm… ehm… sì dunque… Uhm… Cs – Dimmi pure! Wd – Ah, ci sei. Cs – Sì, sto filtrando le telefonate. Wd – Non dovrebbe farlo il tuo segretario? Cs – Io non ho un segretario. Wd – Ah, davvero? Ho chiamato un attimo fa e mi ha risposto un uomo. Cs – Oddìo, era il mio capo! Cosa gli hai detto? Wd – Niente, ho messo giù. Cs – E perché? Wd – Credevo di aver sbagliato numero. Ma poi ho rifatto lo stesso numero e hai risposto tu quindi ho dedotto. Comunque non ha importanza. Cs – Allora, hai scoperto cosa mangiano le mancu… le puzzole? Ws – Sì, hai da scrivere? Cs – Dimmi tutto. Ws – Per i primi mesi devi dargli del latte parzialmente scremato a temperatura ambiente. Mezzo litro due volte al giorno e per merenda il Danette alla vaniglia. Poi per lo svezzamento, fiocchi d’avena a tutto spiano. Vanno bene i Cheerios. Cs – Niente latte. Ws – Come? Cs – Ho già provato a darle il latte ma non lo vuole. Ws – Chi è che non lo vuole? Cs – La puzzola! Ws – A-ha! Allora vedi che ce l’hai una puzzola! Cs – E va bene, me l’ha regalata Marco. Io neanche la volevo. Ma non dirlo a mia sorella. Sai che ha sempre voluto una puzzola uguale a quella di Bambi e invece i miei ci hanno preso un cane, proprio come volevo io. Ws – E come l’hai chiamata? Cs – Fiore. Ws – Bastarrrrda! Cs – Non dirglielo, capito? Ws – Forse. Cs – Dài! Ws – Va bene. Promesso. Cs – Grazie. Senti, il dentifricio fa male? Ws – No, è l’alleato indispensabile per una corretta igiene orale. Cs – Se lo mangi, dico. Ws – E perché dovresti mangiarlo? Cs – Così, una curiosità. Fa male? Ws – Mah, non penso. Io da piccola ne ho mangiato a tonnellate, quando andavo all’asilo. E vedo che non mi è successo niente. Cs – Neanche a me. Ws – Vado. Devo fare un’estrazione. Cs – Cosa estrai di bello? Un premolare? Un incisivo? Ws – No, tiriamo a sorte tra noi ragazze per decidere chi fa il turno di notte in pronto soccorso. Speriamo che tocchi a me, oggi è di guardia quel topone di ortopedia. Incrocia le dita!
(Continua…)
spremuto da copiascolla, 09:49 | link | commenti (13) dialoghi, mancuspia
Le parole si fanno strada Liberiamo le scritture. Le scritture, forse, libereranno noi.Milano - Quartiere Bovisa Piazza Bausan, angolo Via Massara de' Capitani (e contemporaneamente qua e là nel resto d'Italia)
spremuto da copiascolla, 16:07 | link | commenti (5)
Copiascolla cerca in tutti i modi di sbarazzarsi della mancuspia prima di affezionarsi troppo. Esattamente come fa con i suoi uomini, però via mail.
Gentile amico/a, siamo spiacenti di informarla che il servizio “Segnala un animale estinto” è stato sospeso per assenza di segnalazioni.
Amore mio, ti sei bevuta il cervello? Non mi serve nessun coniglio aggiuntivo per tenere compagnia a quello che mi hai regalato a Natale. A questo proposito ti rivelo alcune cose che forse non sai. Primo, il coniglio non è un articolo da regalo, in assoluto. Anche perché caga palline ovunque. Secondo, quello che mi hai regalato tu non è affatto nano! Terzo, mia madre ci ha fatto il sugo a Pasqua. PS: Sono mesi che ti chiedo di restituirmi la tua copia del mio mazzo di chiavi. La mia attuale fidanzata ne è al corrente e potrebbe venire a prendersele con la forza. Sa dove abiti e gioca a hockey. Infine, la prossima volta che vieni su con le tue amiche quando io non sono in casa, per vedere i dvd di Sex and the city nella mia Jacuzzi, chiamo la polizia.
Gentile Dottoressa, in risposta alla candidatura del suo cane delle praterie con riferimento all’inserzione SH/CH3456K9, siamo spiacenti di informarla che la donnola in questione non risponde ai requisiti minimi per essere introdotta nel nostro programma di addestramento per cani guida. Inoltre escludo la possibilità di tenere la bestiola presso i nostri uffici come mascotte ufficiale. Nel caso fosse uno scherzo: lei è davvero una persona idiota, se ne renda conto.
Carissima amica della natura, un simpatico furetto sarebbe l’ideale per vivacizzare il corso di ippoterapia che si tiene regolarmente presso il nostro agriturismo a Coccomaro di Focomorto (FE). Siamo però costretti a rifiutare la sua gentile offerta in quanto abbiamo il timore che la bestiola spaventi i cavalli. Venga comunque a trovarci per passare una giornata all’aria aperta insieme al suo compagno di zampa.
Esimia collega, il nostro laboratorio di ricerca sarebbe lusingato di accettare la donazione di una tartaruga Caretta Ceretta viva e in perfette condizioni di salute. Tuttavia i nostri esperti hanno ragione di sospettare che l’esemplare in suo possesso sia in realtà un banalissimo Kiwi. Da una prima analisi della foto in allegato, il soggetto risponde infatti alle caratteristiche morfologiche di questo volatile molto comune nell’Australia centrale, per il quale il nostro laboratorio non nutre alcun interesse scientifico. La preghiamo pertanto di inviarci l’animale tramite spedizione internazionale per effettuare le verifiche del caso.
Gentile cliente, complimenti per aver scelto di affidarsi alla nostra professionalità nelle spedizioni internazionali. Siamo spiacenti di informarla che la nostra società non effettua spedizioni di animali vivi.
Gentile cliente, complimenti per aver scelto di affidarsi alla nostra professionalità nelle spedizioni internazionali. Siamo spiacenti di informarla che la nostra società non effettua spedizioni di animali sedati con Valium.
Gentile cliente, complimenti per aver scelto di affidarsi alla nostra professionalità nelle spedizioni internazionali. Il suo abat-jour sarà recapitato entro 24 ore all’indirizzo da Lei indicato.
spremuto da copiascolla, 10:17 | link | commenti (6) mancuspia
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