Copiascolla,
     spremuta di parole a caso


 

Riciclato dal 22.12.2003

mentre si consuma la lisergica attesa di qualche sporadica emersione subcorticale,
travaso conati di materia grigia in eccedenza, grazie.



il natale mi distrugge. vorrei rotolarmi in tutte le lucine del mondo e bozzolare fino alla befana. già sento che mi fanno male le scapole, state dentro, ali! mica sono ancora pronta ai postumi pindarici da tracollo glicemico. e viceversa, of course! mi liquefò nella cera delle mie candeline doratine e sluccichine, mioddìo che coda per pagare quelle due trecento alternative di presentini che sennò sembra che tu mi fai il regalo e io poi no.

il natale mi distrugge. già mi sale su per la schiena la sensazione brividosa della metamorfosi: noooo... mi sto trasformando in un parente anch'io! guarda come sono già tutta spersonalizzata! auguri, auguroni, tante cose. striscio dentro allo scafandro pelosetto e spazzolato della sorella, zia, nipote, cugina, figlia modello giuditta. prendo le fattezze plastificate di qualcuno che so di dover sembrare o sono le sembianze che prendono me?

il natale mi distrugge. devo sentirmi tutta più buona. tutta quanta! dentro, fuori e durante. la dimensione in cui materializzo questa mia proiezione ortogonale, riflette la consistenza imperfetta e verdastra dell'ingratitudine alle convenienze sociali. mi guardo queste meravigliose ginocchia inguainate dalla voglia di smettere di fare giacomo. vigliacca me che me ne sto qui a ripartire ordini dal basso delle mie priorità declassate. ecco...

il natale mi distrugge. ho provato a mettere della cioccolata a bagnomaria e mi sono sentita protagonista del mio tempo. anzi no, meglio: spettatrice disincantata del panorama contingente. no no no, ecco: compiaciuta e assertiva nelle valutazioni estemporanee di realtà intrinseche. ma cosa dico? di più! artefice della trasfagocitazione riesumificative nelle catarsi del ciciù ciàpela ciùcia! vualà le sciocolà pendent que je fuis en train de sparèr quatre cassés, l'èst brùsà!

distruggi il natale*
prima che il natale distrugga te!



*natale è un marchio registrato coca cola.



ore 17:03
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spremuto da copiascolla, 08:59 | link | commenti (8)



E va bene, scrivo poco perché lavoro anche di sabato. Però vi leggo quasi sempre. Lasciate un commento al vostro passaggio così vi censisco tutti, visitatori dei miei straordinari.

spremuto da copiascolla, 14:46 | link | commenti (11)



C'è un restaurant. Si chiama Luis XV, proprio di fronte al Casino. Entri e le sedie finiscono a zampa di leone. Al tuo tavolo si beve Ponsardin. Sei ospite, hai quasi sedici anni e attorno tappeti bordeaux. Assaggi per la prima volta il fegato d'oca. Tuo padre è il padrone della baracca. La baracca è la Canard. Di Canard ce n'è una. Una a Milano e una a Torino. Anche il foie gras è di canard. Seghe del copy. Tu fai le medie. Tutti sorridono. Dopo pranzo, Cannes.

Torni lì quindici anni dopo. Hai fatto una bella campagna, porti con te i bimbi piccoli. Per loro una fettina di prosciutto cotto. Le sedie sono di Stark+. Vai in bagno e butti giù un Tavor. Non avete vinto neanche un bronzo. Sarà per la prossima volta. Vi ho sentiti mentre giravo tra i tavoli. A te signorina ho dato il menu da donna. Quello senza i prezzi. Sei seduta su una banca. Lascia sempre pagare a loro.

spremuto da copiascolla, 16:14 | link | commenti (4)



Nel Natale del 1973 Albert Watson fotografa un'oca. Ha lo sguardo di vetro e una mano al collo. Senza piume. Ha la pelle d'oca perché fa freddo. E' il Natale del Settantatré. L'oca è morta. Guarda in macchina con la piccola orbita nera. E' Natale ed è vestita a festa. Ha un fiocco di raso nero al collo. Sotto la mano al collo. La mano è del re del giallo. La foto è in bianco e nero. Buon Natale. E' Natale ancòr. Ogni volta che la vedo viene la pelle d'oca anche a me. La foto è stupenda. Dico davvero.



Hitchcock with goose
Universal Studios
Los Angeles, 1973

spremuto da copiascolla, 16:41 | link | commenti (5)







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