Copiascolla,
     spremuta di parole a caso


 

Sei Edipo. Cammini cammini su per la stradina di mattoni gialli. A un certo punto finisce. Sei sotto l'arco di Porta Romana. Sono loro. Li vedi, fai un sorriso. E' la captatio benevolentiae. Sono tre contro uno. Ti faranno un mazzolino come un paiolo.

Tiri fuori il cellulare e chiami un tuo amico bello grosso e nervoso. Fatalità è proprio da Mariposa che si compra i biglietti per "I monologhi della Vagina" sedicesima replica, successo mondiale. Attraversa la strada. Schiva una bici. Passa il tram. Anziché raggiungerti, rimane a contemplare le luci di un semaforo. Pondera il susseguirsi degli eventi in relazione alla grande metafora del singolo individuo che interrompe lo scorrere del destino come il pedone interrompe lo scorrere del traffico nella circonvallazione esterna. Il tuo amico è andato.

Sei di nuovo solo. Ma un attimo. Prima gli urli motherfucker. L'hai imparato dal tuo cugino che l'hanno mandato a fare la vacanza studio in iùcchéi. A te ti mandavano al camposcuola in località Cengelle. Gli altri non possono capire.

Il tuo amico si distoglie dal suo mantra e ti butta lì un senti da che pulpito. Come dargli torto.

Vai incontro solingo al tuo destino avverso. Ti pianti sulle gambe e assumi la posizione a braccia conserte. Sembri Mastrolindo. Aspetti in silenzio che asciughi.

L'Uomo di Latta tiene in mano un papavero e ti chiede: "Che colore è questo?"

Lo Spaventapasseri chiede: "Cosa fa l'amico?"

Il Leone Cagasotto dice: "Dopo sette anni di danza."

Ti concentri. Adesso sembri Mastrolindo Concentrato. E' vecchia ma fa sempre ridere. Solo una persona può sapere la risposta giusta. Chiami tua sorella. Parte un bip. Questa è la segreteria telefonica di Dorothy, la piccola e fragile. Sono momentaneamente nel Regno dei Fifotti che combatto la perfida Strega dell'Ovest. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico. Click. Saaaamuèèèèr ooover de reinbouuuu.

Sei fritto. Solo lei può sapere. Nessuno ha la risposta. Facciamo così, chi indovina ci dò un bacio. Provate, su.

spremuto da copiascolla, 13:03 | link | commenti (7)



Cinquemila di questi blog.

Detta così suona presuntuosa.
Ma presupporre è la divisa del bloggatore.
E se va bene a me, buona camicia a tutti!

spremuto da copiascolla, 14:56 | link | commenti (7)



Nel mondo incantato della pubblicità regna incontrastato il Gran Giurì, un ometto buffo che con il suo Codice di Autodisciplina viene meno all'etimologia del termine e anziché disciplinarsi il didietro, usa questo efficace strumento per castrare gli annunci pubblicitari estremamente brillanti e creativi, pregni di intelletto e di sintesi concettuale, ma ahimé pericolosi per gli ottusi abitanti del mondo reale: i Consumatori.


Il Giurì rileva che sempre più spesso i messaggi pubblicitari vengono concepiti e costruiti a partire da schemi complessi di interpretazione, utilizzando modalità di comunicazione come le figure retoriche, certamente suggestivi ma che non tengono conto del fatto che le reali modalità di fruizione escludono che il soggetto possa attivare in concreto complesse analisi razionali volte ad attribuire un significato diverso e ulteriore rispetto a quello immediato proposto dai segni visivi, verbali e sonori utilizzati.

Il Comitato di Controllo chiede l'intervento del Giurì in relazione al telecomunicato Levi's Tipe 1.
Lo spot, accompagnato da una musica incalzante, mostra un gruppo di giovani che si aggirano di notte con il viso coperto da una maschera dalle sembianze di topo, mentre uno di essi tiene in mano una grossa scatola di cartone. Dopo una concitata telefonata, i giovani si avviano in macchina verso un garage dove una donna, che li sta attendendo all'interno della sua auto, consegna a uno di essi una busta contenente una mazzetta di banconote, che vengono immediatamente e precipitosamente contate, e riceve in cambio un gatto, liberato dallo scatolone nel quale era recluso. Il telecomunicato si chiude con il pay-off "Levi's per una nuova razza audace".
Ad avviso del Comitato il comportamento dei protagonisti, che rapiscono un animale per ottenerne il riscatto, costituisce una condotta volutamente lesiva delle più elementari regole non solo giuridiche, ma anche etiche e morali. Lo spot, estremamente realistico e per nulla paradossale, non mostra neppure un segno di ravvedimento da parte dei giovani né di condanna nei confronti del rapimento con la conseguenza di normalizzarlo; anzi il compiacimento dei sequestratori quando contano il denaro impedisce una lettura in chiave critica del filmato, aggravandone così il contenuto trasgressivo e potenziandone quello diseducativo. Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità in esame non è conforme agli artt. 11, 9 e 10 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria, e ne dispone la cessazione.


Art. 11 - Bambini e adolescenti.
Una cura particolare deve essere posta nei messaggi che si rivolgono ai bambini e agli adolescenti o che possono essere da loro ricevuti. Questi messaggi non devono contenere nulla che possa danneggiarli psichicamente, moralmente o fisicamente e non devono inoltre abusare della loro naturale credulitĂ  o mancanza di esperienza, o del loro senso di lealtĂ .
In particolare questa pubblicitĂ  non deve indurre a violare norme di comportamento sociale generalmente accettate e compiere azioni o esporsi a situazioni pericolose.

Art. 9 - Violenza, volgaritĂ , indecenza.
La pubblicitĂ  non deve contenere affermazioni o rappresentazioni di violenza fisica o morale o tali che, secondo il gusto e la sensibilitĂ  dei consumatori, debbano ritenersi indecenti, volgari o ripugnanti.

Art. 10 - Convinzioni morali, civili, religiose e dignitĂ  della persona.
La pubblicitĂ  non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose dei cittadini. La pubblicitĂ  deve rispettare la dignitĂ  della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni.


Stretta è la foglia, larga è la via, solo ciò che è in corsivo è roba mia.

spremuto da copiascolla, 10:10 | link | commenti (7)



Interiora

Riflessioni della porta accanto. Sette metri di viscerale repulsione per il sabato al supermercato. Mi si contorcono le budella al pensiero. E chi fa la "spesa con un click"? Puah. Voglio mettere le mani sulle arance e sentire l'odore della buccia. Deve trasudare l'unto asprodolce che mia mamma si passa sempre sul dorso delle mani quando mi fa la spremuta. Voglio palpare la mollezza dei cachi e fare toc toc sui meloni. Hanno introdotto il guanto e mi pare di scopare la mia frutta col preservativo. Ma va bene così, mi basta anche solo vedere le foglie di insalata così decorative nelle loro cassettine che le indico da lontano e mi è già passata la voglia. Mi manca l'orto. Mia nonna in ginocchio sul cuscino che usa sempre per andare nell'orto. Con il coltello per andare nell'orto che il cane gli ha risicchiato il manico. Con il fazzoletto legato in testa e le bècche e i ciapìni a tenere ferma la permanente per il giorno dopo che si va a messa. Di sabato anch'io vado nell'orto e mi piego sulle foglie delle zucchine per vedere se sotto c'è il fiore. Tiro su da terra un fico e guardo uscire le formiche dal buco del suo piccolo culo. Non fate così, è solo un fico. Capita anche a voi che non si può più dire niente che la gente ti mette l'etichetta della pesa del supermercato? Mi sento su una bilancia. Qualcuno lì fuori preme il numerino e mi dà un nome e un prezzo. Invece nell'orto potrei tenermi ai bastoni dei pomodori. Lì, che lì non serve. La mia verdura viene su con le radici. Non si fa mettere in un sacchetto di plastica. Vado lì con il grembiule e mi metto la salvia in tasca. Prendo l'orlo e stringo un fagotto di patate. Mi pulisco la terra sui pantaloni e tiro su col naso. E' l'aria della sera. Le luci della città non le conosco più né ancora.

spremuto da copiascolla, 17:09 | link | commenti (12)



Il mio ragno per un castello

Prendi una lampadina da 60 watt e metti due vite intorno. Una pistacchio e tempera, l'altra alchechengi e vanvera. Metti la presa nella spina e luce fu. Prendi buona la prima e pazienza mucha. Ho trovato un innaffiatoio per il banano da poggiuolo. La polpa dell'avocado fa morbidi i pensieri. Fortissimevolissimevolmente voglio l'amaca per dondolarmi sopra i ceci. In ginocchio da me la fila fuori. Come d'estate sui cìncioli le voglie. Rannicchiolarmi lucertolosa sulla parete guscio d'uovo. Tinta che tira al giallo felicità a momenti e futuro in certo. Succo d'acero sul toast mentre fuori imperversa il meriggio assorto e arso o di tempesta terso. Come si addomestica una pianta carnivora. Predatore con le radici mi dimeno nella rete. Parole e sussulti elettrici mentre mi spalmo sulla tela. Tu dipinto di blu mi vieni incontro sul ghirigoro che si proietta sul soffitto dalla lampadina di prima. E' l'arazzo del mosaico del tappeto dei fili di lana che sferruzzo per te. Se per favore alla mattina anziché riempire il pentolino con mezzo litro di acqua che ci mette sei ore a bollire ne fai due dita così poi ci metto la bustina del the.

spremuto da copiascolla, 18:17 | link | commenti (4)



Diversioni dal mondo reale

Una volta si scriveva per diventare famosi, adesso bisogna diventare famosi per riuscire a scrivere. Perché mai quattro scribacchini da migliaia di contatti al giorno hanno accettato di farsi mettere sulla carta con dei testi da blog? Perché invece non hanno convinto l'editore a pubblicargli il libro nel cassetto? Quello scritto come si deve? Questi blogger dalla personalità confusa, che gli si indica la luna e si nascondono dietro il dito. E qualcuno ha tolto i commenti. E quell'altra che non li ha mai messi. Ai modi della tesoramiasantissima si fa che ti adatti alla pagina. Vada per qualche estratto secco qua e là nel blog giusto per dare sapore al brodo. Anch'io copioscollo dai miei inediti. Non viceversa. Sarà che devo ancora farmi le ossa. Il dado è tratto e io non ho più tempo di lasciare qui le mie parole a caso.

spremuto da copiascolla, 15:54 | link | commenti (13)



Poche briciole

Quando ieri ho ricevuto il mio primo assegno da libero professionista mi veniva da cantare la canzoncina dell'orso Baloo. Poi ho guardato l'importo e credo che organizzerò un party in mio onore. Si possono scaricare le orge dalle tasse, vero sì?

spremuto da copiascolla, 19:50 | link | commenti (10)







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