Noi uomini
I nuovi uomini lavorano fino a tardi e trovano il tempo per mettere il minestrone sul fuoco. Cambiano appartemento e si prendono un cane. Usano una crema idratante e si tagliano le unghie dei piedi.
I nuovi uomini innaffiano i fiori e si fanno l'orlo ai pantaloni. Spostano i mobili, svuotano i cassetti. Fanno una lavatrice alla volta e sanno aspettare che asciughi.
I nuovi uomini chiamano la madre ma vivono senza. Dividono il pane con i propri fratelli. Onorano il padre e cercano di non fare i suoi stessi errori. Vogliono avere figli.
I nuovi uomini pensano in grande le piccole cose. Cambiano ciò che non sanno accettare e accettano quello che non possono cambiare. Prendono decisioni.
I nuovi uomini siamo noi donne.
spremuto da copiascolla, 14:57 | link | commenti (10)
Agli antipodi della polisemia
C'è la mia versione univoca.
Porto per mano le mie interpretazioni a fare un giro di parole.
Mi satellano attorno come semi di broccolo sul marmo.
Ho aperto il sacchetto delle possibilità al contrario.
Chi semina vento raccoglie tempesta.
Ho voglia di rannicchiarmi nel mio gomitolo di lana mentre tutto attorno i ferri corti delle possibilità intrecciano punti fermi.
spremuto da copiascolla, 12:40 | link | commenti (2)
I jeans strappati sulle ginocchia non aiutano a fare carriera.
Viceversa sì.
spremuto da copiascolla, 16:54 | link | commenti (11)
Ti porterei a vivere nella casa girevole.
Ma è troppo presto.
Di quella casa lì c'è solo la porta che dà sul niente.
E sotto il niente, un tappeto di forse.
E sotto il forse, un po' di polvere.
E' quella di quando non sapevo dove nascondere le domande a cui non vuoi rispondere.
La casa girevole l'hai fatta per chiuderci dentro i mai e i sempre.
E' il nonluogo delle possibilità remote.
A volte vorrei solo che mi regalassi un mazzolino di chiavi.
Mi sono rotta il cazzo di amarti da fuori.
spremuto da copiascolla, 18:50 | link | commenti (9)
Considerati i volumi di occhiate e fischi che mi investono quando passo sotto ai ponteggi, ho deciso di pubblicare un bando di concorso per tutti i muratori che volessero farsi avanti. I candidati dovranno eseguire di propria manualità e ingegno nel giro dei prossimi tre giorni una commissione urgente: soppalcarmi l'appartamento.
Non servono competenze tecniche, il progetto l'ho già fatto io. Basta che qualcuno di buona volontà si arrampichi sui muri del monolocale, inserisca quattro travi che reggano la portata dell'asse 210x160 alta 15 cm in palissandro brasiliano sintetico non proveniente da foreste primarie che ho acquistato per l'occasione. Più il peso mio e suo per non finire di sotto nel momento del saldo dei conti. Possibilmente con scaletta di accesso. In alternativa va bene anche un'amaca. La parete lunga misura 4 metri scarsi e i muri portanti sono un cicinìn sottili. Tenerne conto per la scelta dei tappi a pressione.
spremuto da copiascolla, 16:59 | link | commenti (9)
Escursione amazzonica
Le foreste spariscono dalla faccia della Terra al ritmo di 1 campo da calcio ogni 2 secondi. A me il calcio non piace. Lo stipendio medio annuale percepito da un calciatore di serie A serve a comprare secondo i miei calcoli approssimativi 1.600.000 mq di foresta pluviale, equivalenti a 16.000 campi da calcio.
La foresta Amazzonica misura 730 milioni di ettari. Ne è già stato distrutto un quinto. La tredicesima di un calciatore di serie A può salvare un pezzettino su 474.500 di quello che rimane. Sapendo che 1 mq di foresta assorbe mezzo chilo di anidride carbonica all'anno e che un calciatore di serie A nel frattempo ne produce circa 175.000, qual'è la porzione minima di foresta che il nostro calciatore dovrebbe tutelare annualmente per avere impatto zero sull'ecosistema?
(Soluzione: 226.000 mq di foresta al costo complessivo di 9.000 euro. La cifra che un calciatore di serie A guadagna nel primo minuto di una partita di campionato.)
spremuto da copiascolla, 17:53 | link | commenti (10)
Colleghi
Cosa mi tocca sentire. Poichè ho un'avversione viscerale per il discorso diretto, riporto qui il senso generale di alcuni estratti rinfusi degli ultimi dieci minuti e due anni. Alcuni al momento dell'esecuzione facevano ridere molto.
Non farti il caffè mentre sono in bagno che mi si blocca la pipì. Quando hai tempo di farmi l'adattamento fammi prima quello che ti ho chiesto quando mi hai detto che me lo facevi tra un po'. Apriamo la finestra o oserei dire la ventana? Ti odio ti odio ti odio. Vaffanculo. Il mal di schiena ti passa se ti siedi in posizione erettile. Teniamo questo che è un po' bello. Abbassa la musica che non sento cosa dico.
spremuto da copiascolla, 15:13 | link | commenti (7)
Evasioni
Imposta - qui mi correggerà la Placida - deriva da impostore. L'etimologia del termine è controversa assà ie. La ripercussione invece è uguale per tutti: metà stipendio che se ne va in tasse. Alcuni a buona ragione non le pagano. Ecco io non me la sento di condannare l'evasione fiscale. Il concetto stesso di evasione implica la ribellione a una limitazione imposta - e il termine non è casuale - alla propria libertà . Libero professionista è un termine improprio che non ha nessun legame logico con la realtà fiscale italiana. Nella penisola dei miei stivali bisogna immolare gran parte dei propri guadagni alle casse dello Stato. Spontaneamente. Bisogna ammettere di propria iniziativa di doverlo fare. E per farlo secondo i criteri stabiliti si deve pagare qualcuno che lo dichiari per noi. E' il commercialista. L'uomo che in due settimane è balzato in vetta alla classifica delle persone di cui non potrei mai fare a meno. Pendo dalle sue labbra. Non faccio un passo senza che lui lo sappia. Vivo con la consapevolezza che da ogni scontrino potrebbe dipendere la mia salute mentale quando a febbraio dovrò versare l'IVA. In un episodio di delirio ho realizzato la ragione subliminale per cui hanno messo proprio la Zanicchi a condurre OK il prezzo è giusto. Della reazione di Zio paperone quando Amelia La Strega Che Ammalia gli scagliava contro le fatture. Sono diventata una fattucchiera e a quanto pare la scopa mi sarà indispensabile quando per arrotondare dovrò trovarmi un secondo lavoro.
In nero, ovviamente.
spremuto da copiascolla, 12:27 | link | commenti (9)
Amici miei.
Ho fatto indigestione di parole rosa e adesso scappo in bagno a vomitare puntini. Sorella del disonore, la mia perduta prolissitudine mi si disfa attorno e precipito dai tuoi iperborei ai miei terrìcoli. Ahi.
Fratello dove sei. Questo è il piano: torniamo piccoli e giochiamo a tirarci dietro le metonimie. Eh, vuoi.
Palabras locas. Cuesta volta cuando vuelves ti regalo un mazzolino di Q.
spremuto da copiascolla, 16:06 | link | commenti (3)
I tre scalini
A Roma non sei de Roma se non hai fatto i tre scalini. Sono quelli di Regina Coeli.
Sam è metà romano e metà inglese. Una notte girava ubriaco per un quartiere di Londra quando vicino a un cassonetto ha visto un tubo di polipropilene. Di quelli che si usano per le condutture del gas. Lungo un paio di metri. Stava già barcollando verso casa pensando di farsene un abat-jour quando cinque patrols se lo sono caricato in macchina. Una notte in galera, impronte di tutte le dita, scatto segnaletico. Per aver reso un contributo allo smaltimento dei rifiuti abbandonati sul marciapiede.
Al prossimo Salone del Mobile, il Satellite ospiterà come di consueto il brillante stand di Sannia Design. Pezzo forte, lampada da lettura Trìstèp.
spremuto da copiascolla, 10:26 | link | commenti (6)
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