Copiascolla,
     spremuta di parole a caso


 

Il conto, per favore.

Mangiare mi piace. Ho appetito e spendo volentieri in cibo. Vanto una discreta padronanza di contenuti in fatto di cucina e non mi dispiace di tanto in tanto frequentare ambienti dove il dimostrarsi gourmand non è solo un'espressione di gusto. Ma di stile.


Tappa #1 - Il reparto pasta fresca di ****.

Volevamo un raviolo. A parte il raviolo. Ne volevamo solo uno. Per uno scatto e poi erano affari nostri. Uno e basta. Entriamo, dritti all'esposizione della pasta ripiena, situata tra altre tre o quattro definizioni di pasta che adesso non ricordo. Credo corta, lunga, attorcigliata, integrale e qualche altra. Trascurati i primi scomparti, sorpassati cappelletti, tortellini, agnolotti di varie foggie e dimensioni, ecco una decina di varianti raviolo. Con il bordo liscio, seghettato o a cappette. Di grano duro, morbido o così così. Col ripieno vegetariano o carnivoro. Con la spolverizzata di farina di segale per farli sembrare caserecci e senza la spolverizzata di farina di segale. Sembravano ugualmente molto caserecci lo stesso. Ne abbiamo presi due per tipo, per sei modelli. 2,50 euro. Credevamo peggio.


Tappa #2 - La filiale Cafè del **** *** Restaurant.

Uno di fronte all'altro. Uno fa dei crostini di grano saraceno con crema di fagioli e melograno a impatto zero sull'ecosistema. L'altro fa la pizza di kamut con prosciutto di grano. Il primo ha i cuochi in vetrina. Il secondo i clienti. Il **** **** Restaurant, se fai toc toc esce da sottovetro un cuoco che si chiama **** e ti mette in borsa un pomodoro biologico o un avocado coltivato nel rispetto delle popolazioni che lo raccolgono. Se fai altrettanto dall'altra parte ti apre un pizzaiolo di nome ****, che fuori dall'orario di esercizio, mentre armeggia con la pala in fondo al forno per sistemare le braci, ti lascia tirare una pallina a forma di triangolo e col buco al centro sul marmo liscio. 56 euro la prima cena, bevande escluse. 24 la seconda. L'acqua però è del rubinetto.


Tappa #3 - Colazione di lavoro al ****.

Per cominciare, si dice colazione. Anche se ha luogo durante la pausa pranzo. Il pranzo infatti è la cena e la cena beh non esiste, rassegnamoci.

Ero a colazione da ****. Sì, quel ****. Ha un grazioso bistrò patisserie in centro. Puoi indeciderti tra insalata di mare con surimi, code di gambero e pachino su letto di indivia, e insalata di orzo con salmone al vapore e caviale. Due di queste, due Sanpellegrino e due espressi d'arabica solo 17 euro. Con la ricevuta.


(a seguire...)

spremuto da copiascolla, 17:01 | link | commenti (13)



Ho scritto anche questo. Tutto bene, solo un po' di malumore.

spremuto da copiascolla, 11:08 | link | commenti (3)



Obstruction #



Come si muove l'essere umano perfetto? E come cade? L'essere umano perfetto cade così.

L'essere umano imperfetto invece, cerca di reiterarsi con variazione. Cinque volte. Si lascia tirare fuori dall'armadio della sua villa di Haiti assieme a qualche completo di Armani. Si fa dirigere da Lars Von Trier. Il Dogma incontra un danese depresso che ha conosciuto tempi migliori e lo restituisce al mondo davanti e dietro la macchina da presa. Gli dice Prendi il tuo film migliore. Gli dice Fammene cinque. Gli dice cosa fare. Cosa non fare.

Come parla l'essere umano imperfetto? Come scrive? L'essere umano imperfetto scrive così. L'essere umano imperfetto scrive così.



spremuto da copiascolla, 11:13 | link | commenti (7)



Comunicazione di servizio:

il mio blog va per le lunghe.
Se non vado a capo più che spesso, arriva fino al buco del c*** di splinder.

Qualcuno mi dice che gli prende?

spremuto da copiascolla, 19:57 | link | commenti (8)



Sono le sette e mezza passate e stasera non andrò a pattinare con quelli degli altri blog. Non andrò fuori a cena con Alessandro il cuoco del Lifegate, non andrò al sushi con la Sciù. Non andrò a bussare all'Ale dicendole Giiiuuuuuuoooooooiiiiia ceniamooooooo? Non andrò neanche a fare due passi da sola e non andrò nemmeno al Diana Majestic a vedere Stefano e i suoi 87 dirigenti che bevono spremute d'arancia spremute con l'idea contatto spremiagrumi.

Starò qui in agenzia con Ric, a spremermi fino all'ultima parola.
Se qualcuno avesse una buona idea food, è pregato di spedirmela al mio consueto numero di fax.

spremuto da copiascolla, 19:55 | link | commenti (2)



Destabilizzante come una folata di merda controvento,
scorgo di lontano in penombra e di spalle,
la mia prossima secessione nell'infero dei copioni.

Ho girato un tivù credendo che fosse un radio.

spremuto da copiascolla, 17:39 | link | commenti (5)



Il mio migliore amico e mia sorella. IL MIO MIGLIORE AMICO E MIA SORELLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA.

spremuto da copiascolla, 10:52 | link | commenti (10)



FALSETTO RIVISITATO

Copiascolla, i vent'anni ti minacciano,
lipogrammica nube
che veloce in sé ti chiude.
Ciò intendi e non paraventi.
Sommersa ti vedremo
nella nomea che il vento
lacera o addensa, violenta.
Poi dal turbine di consonanti uscirai
esausta più che mai,
protesa a un sillogismo ricercato
l'intento lapis che assembla
la pubblicitante Erato.
Salgono i venti allegorici
t'avviluppano andate metonimie;
ecco per te sgrammatica
un presagio nell'elisie cime.
Un pensiero non ti renda
qual d'incrinata anafora
percossa! io prego sia
per te concerto assonante
di metalepsi.

La dubbia reticenza non t'impaura.
Leggiadra ti distendi
sul verbo lucente di accento
e al significante bruci le romane grazie.
Ricordi la musa
ferma sul foglio bianco;
te insidia di stile esattezza,
quella all'attacco del racconto.
L'inchiostro è la forza che ti tempra,
nel tànnico ti ritrovi e ti rinnovi:
noi ti pensiamo come un anacoluto, un chiasmo
come un'equorea creatura
che la sintassi non intacca
ma torna all'incipit più pura.

Hai ben ragione tu!
Non turbare
di puntini il reticente presente.
La tua gaiezza impegna già il futuro
ed un crollar di lemmi
dirocca i capistizi
del tuo racconto oscuro.
T'alzi e t'avanzi sul proseggiare
esiguo, sopra il narrante che stride:
il tuo profilo s'incide
contro uno sfondo di pixel.
Esiti a sommo del retorico asse,
poi ridi, e come spiaccicata su un metonimico lido
t'abbatti fra le braccia
del tuo divino amico che t'afferra.

Ti guardiamo noi, della razza
di chi rimane a terra.

(Gentilmente offerto da E. Montale - Tipolitografia Ossi di Seppia)

spremuto da copiascolla, 17:09 | link | commenti (7)



Due elefanti
si dondolavano
sopra un filo
di ferro
spero per loro.
quarantaquattro gatti
di sotto
con le vibrisse intirizzite
aspettavano miagolosi
che ne cadesse uno.
invece passava di lì
un coccodrillo
alto alto
e quando l'elefante
ci cadde sopra
diventò piatto piatto.

quand'è che un elefante dice elefante?
quando apre il frigo e lo trova pieno di coche.

spremuto da copiascolla, 11:28 | link | commenti (8)



Imprevisti e Possibilità

Fuori dalla finestra vedo Largo Augusto. Sono arrivata da via Larga, passando da un vicolo stretto. E' come lavorare nel Monopoly.

spremuto da copiascolla, 11:40 | link | commenti (6)







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